martedì 7 giugno 2016

Ho ripreso in mano la mia vita.

Esattamente un anno fa stavo piangendo. Piangendo disperatamente. Ricordo che Giorgio mi disse "esco da qui, non riesco a vederti così". Ricordo l'abbraccio di mia cugina. Ricordo lo sguardo di Giulia.
Ma quello fu il giorno in cui scelsi me stessa. Scelsi la mia indipendenza e dopo tempo - sì, ce ne volle, eccome - riuscii a fare tutto ciò che facevo solo perché lo volevo. Iniziai a non voltarmi più per cercare conferma nel suo sguardo. Ero solita farlo soprattutto quando qualcosa mi faceva ridere.
E ad oggi, posso dire che non mi manca lui, per niente. Altrimenti le cose sarebbero andate diversamente. 
Fino a poco tempo fa mi mancava come ERO IO e come stavo quando ero con lui, mi mancava come mi sentivo e a volte come mi comportavo. Ora neppure quello. Sto bene come sono, mi vado bene come sono, con i miei difetti - perché so che ce ne sono tanti -, potrei non essere la modella di Victoria's Secret che avrebbe voluto (ma direi che ne sono sempre stata consapevole), ma neppure farei cambio. 
In questo anno ho imparato ad accettarmi. Ho imparato che se una sera ho voglia di uscire esco e se una sera ho voglia di stare a casa a guardare un film - fosse anche venerdì sera - lo faccio. Ho imparato che se ho voglia di sentire qualcuno alzo il telefono e lo sento e se ho voglia di vedere qualcuno mi metto in macchina e vado a trovarlo o mi metto in treno e faccio 80 km per un mojito annacquato. Penso di non aver mai pianto tanto come un anno fa e i mesi precedenti. Ieri sentivo alla radio che le donne in media piangono 3 volte a settimana. Io non mi ricordo l'ultima volta che ho pianto, ma ricordo l'ultima volta che ho riso fino alle lacrime. Meno di 8 ore fa. E amo la mia vita.