giovedì 25 agosto 2016

Particolari insignificanti.

E' così assurdo che di alcune conversazioni ti rimangano impressi dei particolari così insignificanti e - ciononostante - che con cadenza regolare ti facciano inspiegabilmente ricordare di quella persona. 
Per esempio, Lui mi spiegò che odia i mezzi pubblici e preferisce piuttosto coprire anche lunghe distanze a piedi piuttosto che salire su uno di quei puzzolenti tram. E lo disse, sorridendo, con quel fare da ragazzo nato e cresciuto in un ambiente e con genitori che lo hanno un po' coccolato; eppure non con cattiveria o spocchiosità. Così, spesso, quando sono in tram mi torna mente questa sua riflessione. E un po' anche li suo sorriso.

martedì 7 giugno 2016

Ho ripreso in mano la mia vita.

Esattamente un anno fa stavo piangendo. Piangendo disperatamente. Ricordo che Giorgio mi disse "esco da qui, non riesco a vederti così". Ricordo l'abbraccio di mia cugina. Ricordo lo sguardo di Giulia.
Ma quello fu il giorno in cui scelsi me stessa. Scelsi la mia indipendenza e dopo tempo - sì, ce ne volle, eccome - riuscii a fare tutto ciò che facevo solo perché lo volevo. Iniziai a non voltarmi più per cercare conferma nel suo sguardo. Ero solita farlo soprattutto quando qualcosa mi faceva ridere.
E ad oggi, posso dire che non mi manca lui, per niente. Altrimenti le cose sarebbero andate diversamente. 
Fino a poco tempo fa mi mancava come ERO IO e come stavo quando ero con lui, mi mancava come mi sentivo e a volte come mi comportavo. Ora neppure quello. Sto bene come sono, mi vado bene come sono, con i miei difetti - perché so che ce ne sono tanti -, potrei non essere la modella di Victoria's Secret che avrebbe voluto (ma direi che ne sono sempre stata consapevole), ma neppure farei cambio. 
In questo anno ho imparato ad accettarmi. Ho imparato che se una sera ho voglia di uscire esco e se una sera ho voglia di stare a casa a guardare un film - fosse anche venerdì sera - lo faccio. Ho imparato che se ho voglia di sentire qualcuno alzo il telefono e lo sento e se ho voglia di vedere qualcuno mi metto in macchina e vado a trovarlo o mi metto in treno e faccio 80 km per un mojito annacquato. Penso di non aver mai pianto tanto come un anno fa e i mesi precedenti. Ieri sentivo alla radio che le donne in media piangono 3 volte a settimana. Io non mi ricordo l'ultima volta che ho pianto, ma ricordo l'ultima volta che ho riso fino alle lacrime. Meno di 8 ore fa. E amo la mia vita.

martedì 3 novembre 2015

CD d'amore

Mia mamma in auto non ascolta CD, lei ama ascoltare la radio, anche in casa. Io dipende, ma in auto ho un unico CD. Me lo regalò ormai tantissimo tempo fa (5 anni fa! Oddio, come sono vecchia!) il mio primo ragazzo. Non so perché io mi ostini a tenere quel CD. E non so neanche perché muovo sulla funzione CD solo quando torno a casa la sera tardi da sola! Mi piace! E mi fa ricordare il momento in cui me lo regalò lui! 
Primo: nessuno mi aveva mai regalato un CD e, se non erro, da lì nessuno più me ne avrebbe regalato uno; secondo - e più importante -: quel CD mi ricorda il momento in cui non ero ancora stata ferita dall'amore. Perché alla fine il primo amore rimane quello più bello perché è il più spensierato, non ti preoccupi del "come sarà poi" o del "continuerà?!" o "mi posso fidare davvero". Il primo amore è quello che "ama solo me, Oddio! Sono la più speciale che esista!". È il più "infantile" forse, ma è già da lì che capisci che sei fottuta per il resto della tua vita.

martedì 8 settembre 2015

Baci baci da una donna felice

"Avrà visto che sto bene, che sono felice, che un ragazzo mi dava un bacio sulla guancia in una foto e tutto questo non poteva sopportarlo. Come se cancellando le foto con una persona dal proprio profilo tu possa cancellarla dal tuo cuore o dalla tua mente. Come a nascondere che un giorno insieme siamo stati innamorati e felici, perché io lo ero veramente, ma lui più di me. No, io non penso che cancellando le nostre foto lui risolva o qualcosa o possa sentirsi meno in colpa. L'avrei capito sicuramente se fosse stato lui la parte "lesa": povero, guarda le foto e ogni volta gli viene in mente di noi e ci sta male. Ma così no, non ci sto. Cancellale, vergognati di come ti sei comportato perché la sera quando chiudi Facebook e quando spegni il telefono sei tu e la tua coscienza sporca con cui devi fare i conti".

Baci baci, da una donna finalmente felice

mercoledì 8 luglio 2015

mancanze

Ci son quei giorni in cui ti alzi e, boh, ti manca da morire.
E non c'è niente che tu possa fare.

giovedì 2 luglio 2015

Lost

Io quest'amore pensavo di averlo trovato veramente. Bastava uno sguardo perché lui mi capisse. Se c'era qualcosa che non andava non serviva dirglielo. Parlavamo tantissimo, ci stimavamo molto, amavamo condividere tutto, i nostri hobby, il nostro lavoro, le nostre passioni. Cercavamo sempre entrambi di renderci tranquilli e felici, e ci riuscivamo. Era la mia sicurezza. Avevamo dei sogni e pensavamo che di lì a poco si sarebbero veramente concretizzati. Credevamo in noi, giorno per giorno. I suoi occhi sorridevano quando lui sorrideva, è una cosa che ho trovato in pochissime persone fino ad ora, e non è semplice ritrovare tutto questo.

martedì 10 marzo 2015

Sotto Facebook

La mia riflessione di oggi riguarda quanto cazzo siamo sottoni! A Facebook stiamo sotto di brutto. E l'esempio è che se io su Facebook mi chiamo Sharon Nicole Piccolo, nonostante io mi sia sempre SEMPRE presentata come Sharon, ci sono delle persone a cui involontariamente viene da chiamarmi Nicole. E lo fanno, e io li correggo, e lo rifanno perché nella loro testa mi associano anche al nome Nicole, perché siamo bombardati da quello che leggiamo su Facebook. E questa penso sia solo una stupidaggine, rispetto a quello che ci fa la pubblicità. È allucinante quanto il nostro cervello riesca a percepire anche quando noi non lo vogliamo e anche se noi non ce ne rendiamo neanche conto.