giovedì 13 febbraio 2014

simpatia in treno

Mi ricordo un viaggio in treno di poco più di un anno fa.
Piangevo perché avevo appena appreso una notizia molto triste per la mia famiglia. Singhiozzavo senza preoccuparmi minimamente delle persone che avevo vicino. E sapete quando si dice che la gente non si preoccupa degli altri? Che siamo in una società in cui ognuno si fa i cazzi propri? Non è assolutamente vero, le persone vorrebbero darti conforto, magari un abbraccio, chissà, ma forse solo per timidezza non chiedono nulla: abbiamo paura di essere invadenti o di disturbare. Eppure sentivo che provavano simpatia per me (nel senso greco di soffrire per me, non era pena, era qualcosa in più!).
Ed è così piacevole quando ti siedi vicino a una persona che ti saluta che a un tuo starnuto di augura "salute!" o che quando te ne vai ti dice buona giornata. Noto, però, che sono sempre persone di mezz'età; mai trovato un ventenne con il sorriso sul viso o con il buongiorno appena apre bocca.

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