domenica 5 gennaio 2014

Perché gli interni.

Come chi mi legge con una certa frequenza saprà, studio Architettura. Però, più precisamente, volevo dire che io amo, sì, l'architettura, ma soprattutto l'architettura di interni.
Spesso c'è chi mi chiede il perché: in fondo un edificio è tale se preso dal suo esterno, la sua identità è contenuta principalmente nella sua forma e nel suo aspetto esteriore.

Ma io non la penso così. Un edificio va vissuto, sia che esso sia un luogo di culto, un edificio pubblico, un hotel, una abitazione, etc. Gli edifici vengono costruiti a misura d'uomo perché è l'uomo che deve fruirne, goderne, saperne ogni singola parte e viverlo.
Posso passare di fianco a una chiesa e non fermarmi per entrarvi. Beh, di quella chiesa non penso che mi rimarrà molto. Solo se entro, percorro una sua navata, mi guardo intorno, magari mi siedo e rifletto, allora sì che potrò conoscere quel posto e potrò capire il perché delle scelte che quell'architetto ha operato durante la progettazione.
L'architettura non è un'arte a tre dimensioni, ma a quattro a mio parere: le tre dimensioni del volume, sì, più quella del tempo, quel tempo che ti permette di conoscere quel volume.
E' per questo che tendo sempre a curare di più l'architettura interna e, di conseguenza, il design degli interni con giochi di luci, pareti, porte scorrevoli o meno, e l'arredamento. E' questo quello che vorrei fare per tutta la vita.

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