Non riesco a pensare a cose specifiche in questo istante, ma mi riaffiorano alla mente stralci di felicità della mia infanzia.
Ti vedevo arrivare con i biglietti delle giostre, quei rettangoli di plastica colorati, oh, che soddisfazione! Quanto mi piacevano!
Mi portavi ogni mattina a raccogliere gli alberi dalla pianta di palloncini, penso sia uno dei ricordi più belli della mia infanzia. Ma non sai che dispiacere mi hai recato quando mi hai detto che ce li mettevi tu ogni mattina, in fondo ero ancora piccola e avrei voluto crederci ancora per un po'. Però in quel momento mi sono sentita grande, mi sono sentita una di voi quando portavamo Davide a raccoglierli.
Ricordo quando un giorno mi hai portato con te in paese e non capivo perché quando parlavi con me parlavi nella mia lingua e quando parlavi con gli altri invece parlavi una lingua diversa, però ricordo che apprezzavo che vi sforzavate per parlare con me. Poi sono cresciuta e neanche c'è più stato bisogno che mi traduceste!
Mi sembra ora di sentire ancora la tua voce che dice "Ritucciaaaaa", la mattina, quando io ancora stavo dormendo, e la nonna correva e ti sistemava i capelli come dicevi tu, con pettine e lacca, quella con la scatola oro. E allora mi alzavo e sentivo in bagno il tuo profumo ovunque.
Mi piace pensare che da domani mattina, allora, la nonna possa di nuovo sistemarti perfettamente i tuoi bellissimi capelli argentati.
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