lunedì 30 luglio 2012

il filo sottile della vita

Non riesco a capire cosa possa spingere una persona a suicidarsi. 
Ho appena scoperto che una persona che conoscevo ha deciso volontariamente di lasciare questo mondo. Ho fatto diverse chiacchierate con quest'uomo. Pensavo che fosse un po' "strano", a dir la verità, ma dall'essere strano al suicidarsi ce ne passa.


Per quanto la vita possa essere dura, piena di fatiche e dolore, tutti (e penso proprio tutti) abbiamo qualcosa che amiamo, qualcosa che non vorremmo perdere per nulla al mondo. Beh, io in quei momenti di profonda tristezza penso che cercherei un appiglio proprio in quello. E se anche quelle poche certezza vengono a mancare? Ne trovi di nuove, speri che in un futuro (il più prossimo possibile) qualcosa migliorerà. Troverai qualcuno che ti ami o qualcuno da amare. Prima o poi.


Eppure no. A volte per problemi economici (sempre più spesso negli ultimi anni). Altre, volte, come in questo caso, no. Orgoglio? Piuttosto che vivere una vita da "perdente" (?) preferisco morire. Mah. Scelta da ammirare o scelta da vili?
Vorrei capire, giuro, capire con tutta me stessa cosa passa per la mente di queste persone (sicuramente fragili, problematiche) nel momento in cui prendono la decisione di farla finita. Non sanno cosa li aspetterà, in fondo. Il nulla? Un mondo migliore? Un mondo peggiore? Vai in contro al vuoto. Penso sia ancora più terribile che affrontare una realtà, pur triste, ma che in qualche modo vivi ogni giorno e, dunque, conosci.


Scusatemi il post triste, ma stasera ho un grande magone, che non credo se ne andrà semplicemente pensando ad altro.

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