domenica 29 dicembre 2013

Propositi per il 2014.

E' arrivato il momento, giustamente, di stendere una delle mie amate liste sui propositi per l'anno che arriva.

- Perdere i 3 kg che mi rimangono di troppo per ottenere quel fantastico vestito che mia mamma ha promesso di regalarmi.
- Evitare di sfondarmi di sushi tutte le settimane come sto facendo negli ultimi tempi.
- Abituarmi ai cibi piccanti perché il peperoncino fa molto bene e a quanto pare accelera il metabolismo, il che faciliterebbe la buona riuscita del proposito numero 1.
- Comprare una cover per il computer perché così temo che si possa rigare e ci terrei ad evitarlo.
- Fare qualche viaggio: mi piacerebbe andare un week end in Spagna, non ho particolari preferenze sulla città. Poi il top sarebbe andare a New York per il prossimo capodanno, ma in tal caso devo iniziare a mettere da parte i soldini sin da ora!
- Spuntare almeno una cosa della lista delle cose da fare prima di morire http://theblondmind.blogspot.it/2012/10/le-cose-da-fare-prima-di-morire.html
- Essere felice e alzarmi con il sorriso.
- Metterlo in quel posto a Trenord e organizzarmi diversamente con i viaggi di andata e ritorno a Milano.

Buon anno, stronzi, siate più buoni, sorridenti e generosi, che il mondo non vi vuole male.

Resoconto dei propositi per il 2013.

Amo rileggere miei post vecchi perché di alcuni, con il tempo che passa, me ne dimentico completamente. Però oggi, ricordando di aver scritto un post sui buoni propositi per il 2013, sono andata a ripescarlo:

http://theblondmind.blogspot.it/2012/12/propositi-per-il-2013.html

Facciamo un breve resoconto:
- I cinque kg non li ho persi, ne ho persi al massimo un paio.
- L'iPhone, ebbene sì, l'ho comprato :)
- Ho trovato l'amore e mi sono fidanzata e sono la persona più felice del mondo.
- In questo semestre sto anche studiando più giorno per giorno di quelli passati e la cosa risulta a me stessa assurda considerati i miei standard e le mie maratone di studio pre-esame.
- Non sono andata a Barcellona, ahimè.
- Non ho spuntato niente dalla lista di cose da fare prima di morire :( http://theblondmind.blogspot.it/2012/10/le-cose-da-fare-prima-di-morire.html
- No. Non mi sono iscritta in palestra o piscina, però ho iniziato a praticare yoga, e dopo alcuni mesi di stop dopo l'incidente ho anche ripreso a ballare!

Tutto sommato però posso ritenermi soddisfatta.
Alcune cose non le ho minimamente considerato durante quest'anno, ma ciò che importa è che sono felice, davvero tanto, ho riacquistato una serenità che non avevo da tempo. :)

sabato 28 dicembre 2013

Van Gogh a La Fabbrica del Vapore.

In questo periodo è aperta una mostra di Van Gogh a La Fabbrica del Vapore a Milano, zona Porta Garibaldi.
Se state pensando alla classica mostra di quadri siete sulla strada sbagliata. Si tratta di qualcosa di più cretino e multimediale. I quadri vengono ripresi, modificati e "animati" (proiettati in una stanza a pianta rettangolare, sia sulle pareti, sia su parte del pavimento, sia sui pilastri centrali) e raccontano passo per passo la storia dell'artista, accompagnati da alcune frasi che vengono proiettate anch'esse sulle pareti.
Il costo dell'ingresso intero è di 12 euro, ridotto per abbonati ATM o studenti (o altre categorie che non ricordo) 10 euro.
La durata della mostra è di 30 minuti, nel senso che ogni 30 minuti si ripete la stessa proiezione, ma si può star dentro quanto si vuole.

Il costo è un po' altino a mio avviso, ma credo sia giustificato dal fatto che non si tratta semplicemente di prendere in prestito dei quadri e di piazzarli sulle pareti, ma dietro questa mostra (non è esatto chiamarla mostra, si tratta più di una esperienza visiva e sensoriale) c'è un vero e proprio studio e una reinterpretazione delle opere di Van Gogh, pur tenendo fede al loro significato originale. Una critica che posso muovere è che ogni volta che appare una frase (sia in inglese che in italiano) lo spettatore deve distogliere lo sguardo dai quadri per leggerla. Avrei preferito che ci fosse una voce narrante per mantenere l'attenzione solo sulle opere.
E' da provare (in questo periodo c'è Van Gogh ma lo faranno anche con altri artisti, come hanno già operato in passato).
http://www.vangoghalive.it

Detto questo, volevo aggiungere due particolari su Van Gogh. Ho sempre pensato di lui come un vero sfigato. Con lui la vita è stata davvero stronza! Fratello di Theo, che ha sempre avuto molto più successo di lui (mercante d'arte), non è mai riuscito a vendere i suoi quadri che poi vengono riconsiderati soltanto dopo la sua morte e diventa uno degli artisti più significativi del suo tempo, al punto da anticipare l'Impressionismo (l'epoca pittorica che io preferisco). Per un certo periodo vive a fianco di gente molto povera e con una vita durissima (se non sbaglio prima tra dei minatori e poi con dei contadini, e di questi ultimi ne ritrae a valanghe, ricordo perfettamente le loro mani nodose in alcuni quadri esposti al Museo a lui dedicato ad Amsterdam). Ad un certo punto impazzisce (questo a livello artistico lo si nota quando comincia a inserire del rosso nei suoi dipinti, a piccole dosi, solo in alcuni dettagli, per manifestare il suo disagio) e viene ricoverato in un centro, un manicomio praticamente. Qui continua con la pittura, dipinge anche se stesso, sempre più triste, con il volto sempre più scavato, con i capelli sempre più corti. Non si riprenderà mai e decide di farla finita con un colpo di pistola. Ma anche lì è sfogato nuovo, perché muore dopo tre giorni di agonia, al punto che anche il fratello Theo riesce a raggiungerlo per salutarlo un'ultima volta.

Chissà se la sua gloria da morto in qualche modo l'ha potuta avvertire, ricevere. Se la sarebbe meritata tutta, proprio mi dispiace per lui, mi fa molta pena. Così straordinario eppure così solo e... sfigato.

venerdì 27 dicembre 2013

Closer.

Sì, anche io sono una di quelle tristi persone che durante le vacanze di Natale si sparano maratone di film. Durante la scorsa settimana poi, essendo a letto con l'influenza, in un giorno mi sono sparata due episodi di America's Next Top Model, tre film di Natale con De Sica (alta cultura insomma) e qualcos'altro che non ricordo! In questi giorni, invece, sto guardando la trilogia del Signore degli Anelli, soltanto in funzione di guardare poi lo Svarione degli Anelli.

Ieri sera, però, sono tornata la mio genere, cioè i film romantici. Il canale di Sky "Cinema Passion" sembra fatto apposta per me.
Così tra una lacrima e l'altra mi sono sparata due film uno di fila all'altro. Il film intitolato "Sabrina", degli anni '90, davvero nulla di che, a mio avviso.

Il secondo, però, merita un occhio di riguardo. Il titolo era "Closer", diretto da Mike Nichols. Si tratta di un vero e proprio intreccio amoroso tra due coppie, i cui interpreti sono Jude Law, Julia Roberts, Natalie Portman e Clive Owen. Insomma, un cast di tutto rispetto e la differenza si vede.
Una serie di inganni, falsità, gelosie, ripicche. Quant'è beffardo e stupido l'amore. Anzi, non l'amore! Le persone. Coloro che calcolano tutto. Una storia non va studiata a tavolino, non puoi calcolare la tua prossima mossa, eppure tante persone lo fanno. Insomma, da vedere. Fa riflettere, e se stai vivendo una storia vera, invece, te la fa amare ancora di più.

P.S. Magari sono solo io che sto attenta a questi particolari. "Closer" significa "più vicino", inteso non solo in senso fisico, ma anche in senso spirituale, "vicino a una persona". Quando dici "Marco is a close friend of mine" intendi che è un tuo amico intimo. Tuttavia all'interno della parola "closer" c'è "loser". I protagonisti pensano, sì, di avere in pugno il loro partner, ma proprio quando sembrano al top del loro amore succede qualcosa che li fa allontanare, li rende entrambi perdenti - "losers" appunto - nel loro gioco amoroso. Forse, proprio perché prendono troppo l'amore come un gioco, lo sbeffeggiano, lo prendono in giro, lo trattano male e ci sputano sopra.

sabato 21 dicembre 2013

Passioni e forza.

In questo ultimo anno e mezzo mi sono riscoperta.
Non pensavo di essere tanto capace, tanto adatta a fare certe cose, tanto forte.
Mai nella mia vita avrei pensato che sarei riuscita a stare davanti ad un computer a smanettare con Autocad o Photoshop (pur tirando giù qualche parola da donna di poca classe) per giorni interi e poi, l'ultima notte di una lunga serie di giorni stressanti, passarla ancora fino alle 6 e mezza del mattino in piedi per finire. Eppure l'ho fatto. E se l'ho fatto vuol dire che tengo proprio da morire al mio futuro lavoro.
Non so se sarei arrivata a tanto se non avessi conosciuto alcune persone. Condividere la stessa passione con chi ti circonda penso sia incredibile. Certe persone proprio ti tirano fuori la voglia di vivere.

Uomo d'affari (?)

In treno davanti a me il classico uomo d'affari, in giacca e cravatta che talmente sono stirate bene che potrebbero stare in piedi da sole. Tutto concentrato con l'iPad in mano al punto che mi chiedo "che diavolo starà facendo?! Progettando un missile per la NASA??" Poi abbassa l'iPad: sta guardando i Simpson.
Non ci siamo...

sabato 14 dicembre 2013

Gioia natalizia in anticipo.

Nella vita ci sono tante cose tristi, è vero, ma credo che in tutte le cose ci sia bisogno di un pizzico di ottimismo per andare avanti serenamente.
In quest'ultimo anno ho sentito di tante persone che si sono rovinate, o addirittura si sono suicidate, spesso per problemi economici (l'ultima di queste è un dipendente del Politecnico). Eppure quest'anno ho visto molta più speranza, un tentativo ulteriore di uscire da questa crisi che, parliamoci chiaro, non è solo economica!
Ho visto, sia a Milano che dalle mie parti, le lucine di Natale accendersi molto prima del solito, tantissime persone su Facebook hanno fotografato e pubblicato il loro albero di Natale addirittura a Novembre, quando per tradizione dovrebbe essere addobbato l'8 Dicembre. Non mi ricordavo neanche che negli anni passati ci fosse stato un tale affollamento nel pubblicare foto dei regali ricevuti per Santa Lucia. Gli anni passati (per chi ha superato i 10 anni) non era un giorno normale? No, quest'anno no. La gente ha voluto ricordarsi che c'è bisogno di ringraziare e ringraziarsi, di dare e di ricevere. Per una volta non solo dolori, ma anche e soprattutto gioie e tanta felicità.
Insomma, il Natale, così come Santa Lucia, sono solo delle scuse per essere felici e quest'anno abbiamo cominciato ad esserlo addirittura in anticipo.

giovedì 12 dicembre 2013

Metropolitana.

Ci sono molti motivi per cui preferisco la metropolitana al treno. Tanto per cominciare se devi aspettare un treno devi stare al freddo e al gelo d'inverno e al caldo cocente d'estate, mentre in metro sei riparato in entrambi i casi. Inoltre i tempi di attesa sono ben diversi. La volta che ho dovuto aspettare di più per prendere la metro è stato un martedì sera alle 22, per andare da Piola a Centrale, sulla linea verde: 8 minuti di attesa. Tempo assolutamente ragionevole, soprattutto considerato che chiaramente a quell'ora poca gente sfrutta i mezzi pubblici, in particolar modo in questo periodo. Va da sé che quindi la metro non è mai "in ritardo", cosa che invece mi fa imbestialire dei treni.
Poi con la metro si può girare l'intera città di Milano pagando pochissimo, soltanto 1,50€. Vero anche che lo stesso prezzo è applicato sia che tu ti faccia 15 fermate sia che tu te ne faccia una soltanto.

Soprattutto, però, quello che mi piace della metro è l'attitudine delle persone, la "sciallatezza", il "sì" nei confronti della vita. La metro, è vero, va piano, ma se la prendi lo sai. Il più delle volte non si combatte a forza per un posto a sedere come si fa in treno. Non è neanche fredda come il treno. Sali e già sai che per il 70% delle possibilità non troverai posto, non perché Trenord è una merda, ma perché la metro è fatta così e, se prendi la metro, sai che ci saranno buone probabilità per cui tu nel migliore dei casi te ne starai aggrappato a fatica con una mano ad un palo, che non ti sorreggerà per nulla, perché la tua forza alle 8 di mattina è nulla, e però, anche in questo caso, potrai vedere il lato positivo della medaglia: l'estate prossima sarai un ottimo surfista. Della metro non ci si lamenta. La metro è bella e comoda, sempre, e tutti in metro sono felici.
L'ho capito anche oggi, quando, sulla rossa tornando dal Duomo, una signora in metro si è alzata per scendere, io e un'altra signora ci siamo guardate e lei mi ha fatto segno di sedermi e io "prego, prego, si figuri!", mi ha sorriso e ringraziato, le ho sorriso. In treno manco ci saremmo guardate in faccia, saremmo già state incazzate di nostro per il ritardo del treno, per il fatto che manca il riscaldamento nella nostra carrozza, per i piedi e le mani gelate, perché arriverai ad una consegna in ritardo con i compagni di gruppo e i proff che ti guardano come se arrivi dalla Luna, perché il treno continua a fermarsi dal nulla e anche per dei compagni di viaggio antipatici, che appena - appunto - qualcuno si alza per scendere, ti danno una gomitata nelle costole e un calcio negli stinchi per sedersi loro, nonostante tu sei lì con cartelletta, modellini, computer e zaino che non ce la fai più e implori pietà.

W la metro.

lunedì 9 dicembre 2013

Liste.

Ho una passione sfrenata per le liste. Faccio liste di qualsiasi tipo, non sono mica una donna di casa che si limita solo alla lista della spesa! Siccome non ho una gran buona memoria ho bisogno di scrivermi tutto.
Faccio liste sulle persone che devo o ho voglia di vedere nell'arco della settimana; ho appena stilato una lista delle cose che voglio fare questo mese (mi sono appuntata una mostra da non perdere e tre cene con amici, delle uscite da organizzare durante le vacanze con amici/fidanzato); ho scritto una lista delle visite mediche che dovrei prenotare (tipo oculista e dentista); la più bella e' la wishlist, perché voglio proprio vedere se qualcuno quest'anno a Natale azzeccherà qualcosa di quello che vi ho inserito; quando ho una consegna all'università comincio a fare la lista di tutte le cose che mancano da fare, nonostante puntualmente dopo averla riletta sale la voglia di buttarsi giù dalla finestra; amo stilare anche liste di canzoni, non necessariamente canzoni che mi piacciono, ma anche semplicemente canzoni che ascolto e che mi hanno in qualche modo trasmesso qualcosa o che mi ricordano un momento in particolare della mia vita; ho steso addirittura liste su alcuni argomenti di cui vorrei parlare nel blog, e a volte mi sembravano davvero geniali, poi però quando si trattava di mettersi a scrivere dopo due righe cominciavo a parlare d'altro, così magari un post incentrato su un tema artistico è diventato semplicemente un post su come si veste male della gente che incontro in giro.
Ma il punto è: servono davvero a qualcosa queste liste? Sicuro non mi servono per completare tutto quello che dovrei fare perché ho notato che la maggior parte delle volte questo non succede, sono semplicemente liste destinate ad essere. Però mi liberano la mente da qualsiasi tipo di pensiero, mi aiutano ad alleggerirmi la vita. Quando succede di spuntare tutti gli oggetti di una lista, comunque, provo sempre una grandissima soddisfazione.

domenica 8 dicembre 2013

Strisce pedonali.

Se c'è una cosa che quando sono in auto mi dà i nervi sono le persone che non ringraziano. 
Ti faccio passare nonostante la precedenza sia mia? Abbi l'educazione di ringraziare almeno! 
Così come le persone che fai passare sulle strisce pedonali: ok che loro hanno la precedenza, ma ciò non toglie che se io sono in macchina e non freno mentre loro passano li stiro!

Mi fanno ridere poi quelli che, con il culo stretto e facendo finta di non guardare se arrivi qualcuno, attraversano a piedi (sulle strisce o meno), o quelli che aspettano che li lasci passare e quando lo fai ti guardano con aria di sufficienza come a dire "hey bello, è il minimo per un figo come me" e camminano lentamente con una andatura alla modellodidolceegabbana. 
Carine sono le signore impellicciate, che con un misto tra aria di sufficienza, un'eleganza che poche hanno e un "mi hai fatto passare perché sono figa" attraversano alzando elegantemente la mano sinistra dalle unghie perfettamente dipinte di rosso.
Le più incoscienti rimangono sempre le mamme con bambino nel passeggino, che non guardano a destra, non guardano a sinistra, attraversano sfidando qualsiasi criterio di responsabilità, probabilmente pensando "tanto prima di beccare me becchi il pupo", perché sì, è lui che per primo le auto vedono sbucare in strada e quindi inchiodano per non stirarlo come un panno appena lavato. Però, se fosse possibile evitare il passeggino e centrare la madre, beh, qualcuna se lo meriterebbe.
I più simpatici sono i vecchietti che, invece, spesso ringraziano con un sorriso a 120 denti che ora non hanno più e, anzi, cercano i farti perdere il meno tempo possibile, anche rischiando di compromettersi il femore per attraversare la strada velocemente. 
Io, invece, mi inserisco in quella categoria di persone che, normalmente aspetta che qualcuno in auto gentilmente si fermi per lasciarmi attraversare - pur essendo sulle strisce - oppure aspetto che non arrivi nessuno né a destra né a sinistra. Mi è capitato, però, di essere in una sottocategoria di queste persone, che potremmo definire "svampiti cronici", ovvero quelle persone che, prese dai pensieri sul come organizzare la mattina o come fare tutto ed essere in una certa ora in un determinato posto, attraversano la strada soprappensiero e per poco non vengono investite. A ciò si allegano insulti inimmaginabili dai poveri automobilisti, che, per evitarli, hanno demolito i freni, hanno rischiato l'infarto e probabilmente per l'inchiodata hanno anche subito un colpo di frusta. Beh, volevo ringraziare queste persone per avermi risparmiato la vita anche se mai saranno tra i venticinque lettori del mio blog e volevo dir loro grazie per avermi dato una precedenza che, in quel frangente, non mi meritavo. Di contro, prometto che tutte le volte che quando sono in auto mi capiterà di incontrare uno svampito cronico non lo investirò e non lo maledirò tirando di mezzo tutti i Santi.