giovedì 12 dicembre 2013

Metropolitana.

Ci sono molti motivi per cui preferisco la metropolitana al treno. Tanto per cominciare se devi aspettare un treno devi stare al freddo e al gelo d'inverno e al caldo cocente d'estate, mentre in metro sei riparato in entrambi i casi. Inoltre i tempi di attesa sono ben diversi. La volta che ho dovuto aspettare di più per prendere la metro è stato un martedì sera alle 22, per andare da Piola a Centrale, sulla linea verde: 8 minuti di attesa. Tempo assolutamente ragionevole, soprattutto considerato che chiaramente a quell'ora poca gente sfrutta i mezzi pubblici, in particolar modo in questo periodo. Va da sé che quindi la metro non è mai "in ritardo", cosa che invece mi fa imbestialire dei treni.
Poi con la metro si può girare l'intera città di Milano pagando pochissimo, soltanto 1,50€. Vero anche che lo stesso prezzo è applicato sia che tu ti faccia 15 fermate sia che tu te ne faccia una soltanto.

Soprattutto, però, quello che mi piace della metro è l'attitudine delle persone, la "sciallatezza", il "sì" nei confronti della vita. La metro, è vero, va piano, ma se la prendi lo sai. Il più delle volte non si combatte a forza per un posto a sedere come si fa in treno. Non è neanche fredda come il treno. Sali e già sai che per il 70% delle possibilità non troverai posto, non perché Trenord è una merda, ma perché la metro è fatta così e, se prendi la metro, sai che ci saranno buone probabilità per cui tu nel migliore dei casi te ne starai aggrappato a fatica con una mano ad un palo, che non ti sorreggerà per nulla, perché la tua forza alle 8 di mattina è nulla, e però, anche in questo caso, potrai vedere il lato positivo della medaglia: l'estate prossima sarai un ottimo surfista. Della metro non ci si lamenta. La metro è bella e comoda, sempre, e tutti in metro sono felici.
L'ho capito anche oggi, quando, sulla rossa tornando dal Duomo, una signora in metro si è alzata per scendere, io e un'altra signora ci siamo guardate e lei mi ha fatto segno di sedermi e io "prego, prego, si figuri!", mi ha sorriso e ringraziato, le ho sorriso. In treno manco ci saremmo guardate in faccia, saremmo già state incazzate di nostro per il ritardo del treno, per il fatto che manca il riscaldamento nella nostra carrozza, per i piedi e le mani gelate, perché arriverai ad una consegna in ritardo con i compagni di gruppo e i proff che ti guardano come se arrivi dalla Luna, perché il treno continua a fermarsi dal nulla e anche per dei compagni di viaggio antipatici, che appena - appunto - qualcuno si alza per scendere, ti danno una gomitata nelle costole e un calcio negli stinchi per sedersi loro, nonostante tu sei lì con cartelletta, modellini, computer e zaino che non ce la fai più e implori pietà.

W la metro.

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