Quest'anno, tra una cosa e l'altra, non mi sono neanche resa conto che il Natale stava arrivando, se non fosse stato per le lucine di qui e gli alberi addobbati di là. E' perchè a volte siamo troppo presi dalla quotidianità che non ci accorgiamo dello "straordinario". E intendo straordinario proprio nel significato etimologico del termine, ovvero ciò che è fuori dall'ordinario. Quando ero più piccola aspettavo con ansia il momento in cui si faceva l'albero di Natale tutti insieme e mi ricordo di un anno che i miei l'avevano fatto quando io ero da mia nonna: mi ero arrabbiata tantissimo. Cantavo "oh, Christmas tree", storpiando non poco il testo, che avevo imparato tipo in terza elementare. Quest'anno addirittura abbiamo fatto l'albero di Natale separati: io ho portato su dalla cantina l'albero e l'ho montato, mio papà e mio fratello hanno messo le luci e mia mamma gli addobbi. Lo scorso Natale l'abbiamo addirittura passato separati: io e mia mamma qui perchè mia nonna Lina era stata operata, mio papà e Davide a Napoli perchè nonna Rita non stava bene e non volevano lasciar sola neppure lei.
Che tristezza così...
Vorrei un Natale tutti insieme come quello che passammo due o tre anni fa a giocare felici.
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