venerdì 30 novembre 2012

La settimana ideale.

La mia settimana ideale sarebbe questa:
lunedì mattina: dormire
lunedì pomeriggio: università + aperitivo
martedì: università tutto il giorno
martedì sera: danza
mercoledì: università
mercoledì sera: danza
giovedì: gita fuori porta
giovedì sera: danza
venerdì mattina: dormire
venerdì pomeriggio: studio
venerdì sera: uscire con le amiche
sabato mattina: dormire
sabato pomeriggio: shopping
sabato sera-notte: lavoro
domenica mattina: dormire
domenica pomeriggio: cinema + aperitivo
domenica sera: discoteca
lunedì mattina: dormire
e ricomincia

invece mi ritrovo in università molto di più e a dormire e divertirmi molto di meno.

giovedì 29 novembre 2012

Capelli rossi!

Oggi sono andata dalla parrucchiera. Di solito i parrucchieri non riescono mai a farti i capelli come li chiedi tu. Per me la loro è proprio una esigenza, forse hanno bisogno di metterci il proprio tocco personale. Peccato che non sia quello che il cliente ha richiesto! 
Però, dai, devo dire che questa volta sono soddisfatta. 

Ma abbiamo un problema.
Per la prima volta nella mia vita non sono più bionda: ho fatto i colpi di sole rossi! Non sono più "the blonde mind". Ma per tre motivi ho deciso di non cambiare il nome del blog:
1. perchè ci sono affezionata
2. perchè "the red mind" è tanto cacofonico
3. perchè "the red mind" sa troppo di blog porno.

Biblioteca.

Oggi e domani c'è lo sciopero dei treni e, onde evitare di dover rimanere a Milano, ho preferito starmene a casa e approfittarne per studiare. Ma il mio problema è che a casa mi distraggo tra musica, tv, computer, mamma, gatto e compagnia bella. Quindi mi sono recata in biblioteca a Rovato, dove ho apprezzato il silenzio assoluto e l'assenza di distrazioni. Sono stata lì circa tre ore, che è vero che non sono molte, ma sono riuscita a sfruttare tutte! Certo, la biblioteca centrale di Architettura è tutta un'altra cosa, ma quella di Rovato è più a portata di mano e ugualmente efficiente. Approved!

mercoledì 28 novembre 2012

Un amico è così.

Mi piace il fatto che riesca a dirmi tutta la verità. Se canto male mi dice "sembri a metà tra una bambina e una  spastica", se sono truccata bene mi dice "brava, oggi sei stata proprio brava a truccarti", se non lo sono "mi sembra che hai ricevuto due pugni in faccia". Avevo bisogno di una persona così. Mi dà consigli sinceri e se domani mi farò i capelli rossi all'appuntamento dalla parrucchiera è per seguire il suo consiglio.
Crede in me, nelle mie potenzialità e mi aiuta a svilupparle.
Ed è anche (sempre) pronto per farsi due risate e per farmi venire le lacrime agli occhi dal ridere. Tipo quando il prof chiede come possiamo commentare la cartina di una città, lui mi dice nell'orecchio con il suo tipico accento "che bei coloriiii".
Mi prende tutte le mie cose senza chiedermi il permesso o senza ringraziare, ma lo imparerà.
Mi fa ridere quando usa parole dotte e dimostra che "un albero" dovrebbe essere "uno albero", ma c'è stata la caduta della "o" e (l'ha detto troppo convinto!) l'aggiunta dell'apostrofo!
Mi scassa per farmi una chiamata in skype e quando dopo un'ora gli accetto la chiamata e gli chiedo cosa vuole mi risponde semplicemente che "aveva voglia di sentirmi". Perchè è vero, non per forza uno deve AVER BISOGNO di qualcuno, ma basta solo SENTIRE IL BISOGNO di sentire quel qualcuno a volte. 
E mi piace se mi chiede di stare a dormire con lui perchè so che lo fa con tutto il bene che solo un amico può volerti.

martedì 27 novembre 2012

Il bello della semplicità

A volte non ho bisogno di andare in discoteca o di fare chissà che cosa per stare bene. Ci sono giorni in cui mi basta un foglio e una matita, come è successo oggi, ci sono giorni in cui mi basta un'amica o un amico con cui fare una chiacchierata e due risate e una tazza di tisana sul tavolo; non servono chissà quali soldi per andare a mangiare chissà dove, a divertirsi chissà dove, a spendere chissà dove. Finalmente sono arrivata ad un punto in cui riesco ad apprezzare la semplicità di ciò che mi circonda e soprattutto di coloro che mi circondano.
Sono orgogliosa di me stessa.

domenica 25 novembre 2012

Vivere di inizi.

“Magari si vivesse solo di inizi. Di eccitazioni da prima volta, quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora.”

— N. Fabi.

Questa frase rappresenta esattamente il post che sto per scrivere. Quindi ho pensato di metterla in pole position per farvi capire la mia posizione.

Le prime uscite o le "non ancora uscite" sono i momenti più belli. L'uno non appartiene ancora all'altro. L'uno ancora non può far male all'altro, solo bene. C'hai quel sorriso che ti porti dietro tutto il giorno, l'euforia del "sto bene, non c'è un motivo". 
Secondo me le prime uscite sono il momento in cui siamo più innamorati, quando hai l'agitazione quando lo aspetti, quando non sai cosa metterti, quando l'adrenalina sale mentre vai da lui. Poi invece tutto diventa una abitudine, dai per scontato che lui sia al tuo fianco e lui fa lo stesso.
E se all'inizio ogni cazzatina rende felice all'ennesima potenza, pian piano ogni cazzatina che ti dà fastidio ti fa crollare la terra sotto i piedi. Sarebbe bello avere solo le prime uscite, per stare sempre bene.

sabato 24 novembre 2012

Sguardi.

Io andavo credo in prima o in seconda superiore. Lui era più grande di qualche anno. Un giorno lo stavo guardando, e lui si è girato verso di me e mi ha sorriso. E' stato bello. A volte uno sguardo fa molto di più che qualsiasi parola.
Quando ci siamo messi insieme qualche anno dopo non gli ho mai detto che io mi ricordavo di quel sorriso che mi aveva regalato tempo prima. Chissà se anche lui se ne ricordava ma come me era un ricordo che voleva tenere per sè.

venerdì 23 novembre 2012

P.S. I love you


"Stamattina mi sono svegliata convinta di accendere il cellulare e trovarci un suo messaggio. O una sua chiamata persa.
Sarà che stanotte ho sognato di nuovo i suoi occhi e le sue braccia che mi tenevano stretta e ho sperato che volesse stringermi sul serio.
Invece quando ho guardato il cellulare non c'era niente.
C'era solo il mio sorriso che si spegneva.
C'era solo il suo ricordo che tornava insistente.
E adesso è pomeriggio, e io ci sto ancora pensando da quando ho aperto gli occhi."


Dal film "P.S. I love you".

Tradimento

E' nata una discussione con dei miei amici. E' da considerare tradimento un bacio ad un'altra persona (anche con la lingua, si intende). Secondo G no. Lei perdonerebbe anche quello. L, invece, alla domanda "tu ci passeresti sopra" ha risposto: "sì, passerei sopra di lui, in macchina!" Ahahahaha e io sono perfettamente d'accordo con lei. Quando stai con una persona ci vuole rispetto
Poi ci siamo chiesti: e se il tuo partner ti tradisse con una persona dello stesso sesso? Secondo due di loro è assolutamente da considerare vero e proprio tradimento. Io, boh, ovvio che lo considero tradimento e lo mollerei, ma non riuscirei ad arrabbiarmi perchè in fondo quella persona gli ha dato qualcosa che io, in quanto donna, non sarò mai in grado di dargli (non intendo il culo ahahahahahahahahahahahah era un discorso un po' più filosofico, ma come sempre devo rovinare tutto). Vuol dire che ha bisogno di qualcosa di diverso da ciò che io potrei offrirgli, quindi "ciao", ma amici come prima. "Vuoi venire a far shopping con me, a proposito?!"

giovedì 22 novembre 2012

Bastard Maya

E se i Maya davvero avessero ragione? Io avrei meno di un mese per fare tutto quello che ho scritto nella "lista delle cose da fare prima di morire" (http://theblondmind.blogspot.it/2012/10/le-cose-da-fare-prima-di-morire.html). Ma non ho il tempo. Nè i soldi. Insomma, dovrei scegliere le cose che posso portare a termine. Voglio un figlio. ORA! Cazzo, no, ci dovevo pensare almeno nove mesi fa, o posso farmi impiantare un embrione già cresciuto di qualche mese?!
In questi ultimi pochi giorni poi sono particolarmente romantica. L'uomo della mia vita magari l'ho anche incontrato, il problema è che 1. lui non lo sa 2. forse non lo so nemmeno io 3. ho meno di un mese di tempo per portarlo a Las Vegas e sposarlo.
Il piercing alla lingua lo farei se non fosse che, se i Maya si fossero sbagliati, temo che adducendo la scusa di dover spuntare dalla mia lista delle cose da fare prima di morire ai miei genitori, non ne sarebbero comunque molto felici.

Bene, non mi resta che sperare che i Maya si siano sbagliati.
Ah, felice giorno del Ringraziamento!


And if the Maya were right? I would have less than one month to do what I wrote in the list of what to do before dying ((http://theblondmind.blogspot.it/2012/10/le-cose-da-fare-prima-di-morire.html). But I haven't got the time. And the money. So I should choose the things that I could complete. I want a child. NOW! Oh, shit, I should have cared of that nine month ago, or can I put in my stomach a some-month baby?!
In these last few days I am romantic. I might have already meet the man of my life, the problem is that 1. He doesn't know that 2. perhaps I don't know that, too 3. I have less than one month to bring him to Las Vegas and marry him.
I would do the piercing on my tongue, but - if the Maya were wrong - my parents would kill me in any case.

Well, I can't but hope that Maya were wrong to have more time.
Ah, Happy Thanksgiving Day

mercoledì 21 novembre 2012

I misteri del Politecnico

Il Politecnico di Milano è un labirinto.
Partendo da questo presupposto, quindi, già immaginatevi i primi giorni l'odissea prima di trovare le aule in cui ho lezione in questo semestre. Dell'aula V2 è stata per settimane un mistero quale fosse l'entrata "ufficiale" perchè noi l'unico ingresso che siamo stati in grado di trovare era tipo una porta con i maniglioni antipanico che poteva essere aperta solo dall'interno e si trovava dietro delle tende. Era ridicolo che ogni volta dovessimo bussare e come da Narnia (ma stavolta da dietro le tende e non attraverso un armadio, almeno quello...) spuntavamo dall'altra parte!
Un altro grande arcano che è stato svelato è questo. C'è un ingresso principale, dove c'è l'infopoint e in quella zona c'è un gruppo di edifici, poi si attraversa la strada e c'è un altro gruppo di edifici. Quando ero andata all'openday ero andata a mangiare da Mychef arrivando dall'ingresso principale. Uno dei primi giorni di scuola sono andata, sì, da Mychef, ma arrivando dall'altro gruppo di edifici, con una specie di sottopassaggio. Non sapevo se il Mychef in cui ero andata quel giorno era lo stesso in cui ero andata all'Openday. Solo dopo un po' ho capito che appunto il sottopassaggio era un sottopassaggio!!! E quindi passando sotto la strada portava agli edifici vicino l'ingresso. Che storia.
Poi ogni giorno scopro qualcosa di nuovo: oggi ho scoperto che dei... ehm, non saprei come definirli... sembrano quasi delle fotocopiatrici con dei grandi schermi. E comunque questi aggeggi non sono delle postazioni per prelevare con il Bancomat (come invece pensavo io), ma servono per salire sul proprio account personale del Politecnico. Ci sono rimasta quasi male.

martedì 20 novembre 2012

Perchè ci piace o meno un cibo?!

Stavo pensando... quando non ci piace un cibo, chissà che cosa nel nostro cervello ci fa dire che non ci piace! Chissà, inoltre, come mai certi cibi ad alcuni piacciono e ad alcuni, invece, no. Cioè un cibo se è buono lo dovrebbe essere per tutti, perchè invece ad alcuni potrebbe piacere o non piacere?
Ho esposto questo dubbio a mio papà. E lui mi ha risposto "Allora qualcosa nel tuo cervello non funziona: ti piace tutto".
Grazie papà.

lunedì 19 novembre 2012

Fuori di testa.

Stamattina mi sono sentita veramente un po' fuori.
Mi sono alzata e, come sempre, mi sono messa il pigiama. Sì perchè io dormo in reggiseno e slip e mi metto il pigiama solo per fare colazione. Poi sono andata in cartoleria e mi sono sentita una cretina nel chiedere "la riga parallela con i due buchi e il filo" quando le commesse non sapevano neanche cosa fosse! :(
In posta arriva un tipo che era identico ad Alessandro Preziosi, quello che sta con la Puccini. Ma era luiiii! Uguale! E ho detto a mia mamma che, chissà, magari nella vita di tutti i giorni veniva nel mio paese a lavorare in posta, poi prendeva l'aspettativa quando gli offrivano di recitare in un film; e che bravo, aveva anche un perfetto accento bresciano.
L'altro tizio della posta, invece, aveva la voce uguale a quella del prete del mio paese. Infatti quando parlava mi sembrava che stesse recitando l'omelìa.
Torno a casa e mi rendo conto che non ho comprato la riga parallela, quindi devo cercare una soluzione alternativa tipo scotcharla al tavolo come ho fatto fino a ieri, e mi rendo conto che il foglio lucido in formato A3 non basta per il lavoro che devo fare.
Forse era meglio se stamattina restavo a dormire.

sabato 17 novembre 2012

Segnali dal cielo...

Una volta stavo guardando un film. Era morta una persona e una bambina che stava assistendo al funerale ha chiesto "per favore, dammi un segnale che ancora ci sei da qualche parte e che ancora puoi sentirmi". Un petalo dei tantissimi fiori posati sulla bara si stacco e volò verso di lei. 
Oggi stavo strafogandomi di Nutella con il pan carrè, che penso sia una delle cose che mi piacciono di più al mondo. Ad un certo punto dietro di me, senza che io toccassi nulla, il sacchetto del pan carrè è caduto dal ripiano della cucina!!! Ho pensato che fosse un segnale dal cielo, per comunicarmi che forse mi stavo solo facendo del male ingozzandomi di Nutella, allora mi sono voltata a dare uno sguardo al sacchetto per terra.
Poi mi sono rigirata per continuare a gustarmi la mia merenda.

venerdì 16 novembre 2012

Is it better to change?

I usually love changes. For example I am very happy for starting university because I meet a lot of new people every day. Or I like having new hobbies. Or changing my way of dressing according to my mood.
But there is one change that it's difficult for me to be accepted. And it is when I cut my hair! Yesterday I was thinking that if my hair always grew healthy and shining I would never cut it. At least once in the future I would love to have it veeeery long, much more than now. 
And a friend of mine would like me to dye it: red should me my color according to him. But again I am afraid of changing. Last year I wanted it to become darker, but at the end I didn't have the courage to change! :(
Two years ago at high school a friend of mine had cut her hair really A LOT (they were, and they still are, not more than 5 centimeters) and our English teacher asked her the reason of her new haircut. The answer was "It's better to change". So the teacher took the opportunity (following her piece of advice) to change the classmate sitting next to her (her best friend) because they used to talk too much! Ahahahah

So... What shall I do?

mercoledì 14 novembre 2012

Incendio: l'ingegnere, il fisico, il matematico.

Questa me l'ha raccontata un amico fisico.

Ci sono un matematico, un ingegnere e un fisico su tre piani diversi di un palazzo.
Scoppia un incendio. A piano terra c'è l'ingegnere, vede che c'è un bottone da premere in caso di emergenza e lo preme. Nel frattempo l'incendio si è propagato al secondo piano, dove c'è il fisico, che vede l'estintore e spegne le fiamme. Ma l'incendio era già giunto al terzo piano, dove si trovava il matematico. Che vede l'estintore, vede il pulsante da premere in caso di incendio e per risolvere il problema prende un pezzo di carta e scrive "ci sono due soluzioni reali e distinte".

Ahahahahahah

lunedì 12 novembre 2012

Lotta ingegneri - architetti.

Vi riporto con parole mie una storiella che mi ha raccontato un futuro ingegnere.

Quattro architetti e quattro ingegneri devono prendere il treno. Gli architetti comprano quattro biglietti, mentre gli ingegneri uno soltanto. Quando vedono arrivare il controllore gli architetti mostrano ognuno il loro biglietto, mentre gli ingegneri si rifugiano tutti in bagno e, quando il controllore bussa per avere il biglietto, lo passano da sotto la porta. 
La volta dopo gli architetti, avendo imparato la lezione dagli ingegneri, comprano un biglietto soltanto, mentre gli ingegneri neanche uno. Quando gli architetti vedono arrivare il controllore gli architetti si chiudono tutti in bagno, ma un ingegnere, fingendosi il controllore bussa alla porta e si fa passare il biglietto degli architetti e corre con gli altri nel bagno del vagone successivo.
Questo per far capire che gli architetti imparano dagli ingegneri, li copiano, ma senza in realtà capire e far proprio quello che stanno facendo.

Io mi sono offesa. Non so voi altri futuri architetti...
Ma noi abbiamo più creatività, tiè :-)

domenica 11 novembre 2012

"must have" in a beauty case.

Secondo me il minimo indispensabile che ogni donna che si accinge a truccarsi dovrebbe avere a disposizione è:
- fondotinta. Non serve per farti sembrare più abbronzata, devi sceglierlo dello stesso colore della tua pelle per evitare l'effetto mascherone; il suo scopo è quello di togliere il pallore che caratterizza la pelle della maggior parte delle donne, soprattutto d'inverno. Io preferisco applicarlo con l'apposito pennello, si stende meglio e asciuga prima.
- matita nera o marrone per gli occhi chiari - matita blu o verde per gli occhi scuri (così sarebbe la regola, per risaltare il colore dei tuoi occhi, ma spesso - non so per quale oscura ragione - le donne fanno il contrario)
- mascara nero volumizzante o allungante
- rossetto rosso
- lip gloss

Questo è proprio il minimo. Se poi cominci a essere un poco più esperta hai bisogno di:
- correttore: per mimetizzare le occhiaie causa sbronza della sera prima o causa poche ore di sonno, o per coprire qualche imperfezione come degli inestetici brufoletti
- fard. Serve per sottolineare l'osso delle guance e l'effetto è che si snellisce il viso
- blush, da applicare (poco, vi prego, per evitare l'effetto Heidi) sulla parte alta delle guance
- cipria, che è ben diversa dal fondotinta, in quando serve per fissare quest'ultimo e per evitare l'effetto lucido della pelle
- matita per le labbra, dello stesso colore del rossetto e da applicare prima di esso, prima sul contorno e poi da sfumare verso l'interno con un pennellino
- ombretto. Sono infiniti i modi in cui possiamo applicarlo, i sarebbe bisogno di un post a parte. Il mondo più semplice comunque è applicarlo di una unica tonalità con un pennellino sulla palpebra mobile e sfumandolo verso l'alto.

Buon shopping di make up! :-)

Cameriere stordite.

A volte mi chiedo come in certi bar o locali possano scegliere cameriere tanto stupide. Sembra che vadano  cercarle con la lente d'ingrandimento.
Ieri, per esempio, Stella mi ha raccontato di quando è andata all'Highway con le altre due nostre amiche. Hanno chiesto due baileys e la cameriera gliel'ha fatto ripetere perchè aveva capito un Happy Meal! Inoltre avevano chiesto un'estathe al limone nella lattina. Dopo un attimo la tizia torna indietro: "mi hai detto al limone o alla pesca?" "al limone". E alla fine le porta, sì, un estathè al limone, ma nel brick! Mah.
I miei, invece, ieri sera sono andati a fare il karaoke e mia mamma ha ordinato un Rossini, mentre la sua amica Grazia un Bellini. E la cameriera chiede a Grazia se vuole il Bellini alla fragola o alla pesca. Ma il Bellini per definizione è alla pesca, altrimenti si chiama Rossini, che tra l'altro era quello che aveva preso mia mamma.
Sempre ieri sera io, Stella, Cristina, Chicca e Gabry eravamo al Bierbauch e arriva una cameriera con tre shots sul vassoio e si avvicina al nostro tavolo. Inizialmente ho sperato che fosse venuta ad offrirceli. La guardo perplessa, lei mi guarda perplessa e mi chiede "non sono vostri?" "veramente no..." "Ah, ok allora mi tocca girare ancora un po' per capire di chi sono". No ma scherziamo?!

Viceversa, tanti tanti tanti anni fa (tipo 12) io e la mia famiglia eravamo andati in vacanza sul lago Maggiore, a Stresa, con il cugino di mia mamma e sua moglie, nonchè mia madrina della Cresima, ed eravamo andati in un ristorantino. La cameriera non solo non si annotò nessuno dei nostri ordini (tutti diversi tra loro) e li tenne tutti a mente. Ma quando arrivo con i nostri piatti (tutti giusti) li consegnò esattamente alla persona che li aveva ordinati! Che memoria. Chapeau.

sabato 10 novembre 2012

Understanding the importance of some people.

We should understand the importance of a person when this one is next to us. 
He is important if you feel the necessity to see him, talk with him or at least to call or text him when you are far away one from each other. 
Instead, some people say that you understand how important a person is when you lose him or her. I don't agree, absolutely! We should all fight for what we want, also for staying with the people we love when we are next to them.

venerdì 9 novembre 2012

Piacenza mi chiama.

E' una settimana che il treno che prendo di solito arriva in anticipo di due minuti.
Ieri sono andata in stazione dopo la lezione di Urban Planning con Gianfranco, un mio amico dell'università, che poi è stato da me a dormire, e siamo arrivati a 5 minuti prima, ma il treno già stava arrivando. Siamo saliti e lui sembrava parecchio fiero del fatto che avesse preso il biglietto, dato che l'ultima volta si era preso la multa di 24 euro. Passa il controllore e lui, con uno sguardo quasi di sufficienza, gli porge il biglietto. Il controllore ci chiede: "dove siete diretti?" "a Chiari" "Beh, allora avete sbagliato treno. Questo porta a Piacenza." "Sta scherzando?" "No, sono spiacente e la prima fermata è Pavia". Non ci credo, per la seconda volta ho preso il treno sbagliato!!!
Ma la cosa per cui ho riso mezz'ora è stata che Gianfranco mi ha detto che prima di salire sul treno una ragazza gli ha chiesto "questo treno è quello per Piacenza?" e lui "no, no questo è il treno per Brescia!". Quindi, in poche parole, l'abbiamo preso in culo non solo io e lui, ma anche quella povera cristiana ahahahahahah
Comunque sia, arriviamo a Pavia e torniamo verso Lambrate. Ma nella strada del ritorno ci viene in mente che non abbiamo fatto il biglietto per quel treno. Io no problem perchè ho la carta "Io viaggio ovunque in Lombardia" per cui anzichè andare in università potrei girare a vuoto tutto il giorno, mentre lui ha cominciato a preoccuparsi. Soprattutto quando in lontananza abbiamo visto arrivare il controllore. Allora furbescamente Gian gli è andato incontro per spiegargli la situazione. E per fortuna è stato comprensivo e Gianfranco è tornato verso di me con un pollice alzato in segno di vittoria. Siamo arrivati a casa con un'ora e mezza di ritardo rispetto a quanto avessimo previsto, ma ce l'abbiamo fatta alla fine.

E comunque è destino che io debba arrivare a Piacenza prima o poi.

mercoledì 7 novembre 2012

Scene da film.

Nella mia vita mi sono capitate pochissime di quelle che chiamano "scene da film".
Una è stata quando aspettando il treno ero immersa nei miei pensieri e guardavo il vuoto, quando passa davanti a me il ragazzo ideale (conosciuto qualche giorno prima), boh per me è perfetto, quel giorno indossava pure gli occhiali da sole, capelli al vento, e mi fa "ciao" con la mano. A parte che non me l'aspettavo. Ma è stato un cominciare al meglio la settimana, mi ha reso la giornata migliore.
E comunque tornando alle scene da film, ancora mi chiedo perchè nella vita reale capitino così di rado. Quando mai incroci lo sguardo con una persona sulle scale mobili e lui corre indietro per dirti che sei la donna della sua vita? Oppure io ancora sto aspettando la classica scena a scuola in cui io (teoricamente) dovrei scontrarmi con il ragazzo più carino, libri e fogli ovunque, e mentre li stai raccogliendo lui posa la sua mano sulla tua e i vostri sguardi si incontrano. Forse fantastico un po' troppo, ma piace pensare che la mia vita possa essere un film. Un film che ogni giorno stendiamo. Un po' noi, e un po' il destino.

(Anche se amo la canzone "La vita non è un film" degli Articolo...)

martedì 6 novembre 2012

Ero una bimba prodigio.

Già che siamo in tema infanzia vi racconto pure questa.
Ho iniziato a parlare molto presto, a soli cinque mesi e mezzo, e, come mi sta ricordando mia madre in questo momento "da lì non hai più smesso". Nessuno poteva crederci che già parlassi (finché non mi sentiva con le proprie orecchie), ero un prodigio insomma ahahah.

Un giorno venne un collega di mio papà a casa nostra e io avevo due anni. Mio papà dovette andare a farsi una doccia allora si raccomandò con me di tener compagnia all'amico. L'amico, tra sè e sè, credo che a quel punto pensò "sì, va beh, due anni e deve tenere LEI compagnia A ME?"
Dopo quel quarto d'ora passato insieme, però, a quanto pare cambio decisamente idea. A due anni già facevo discorsi articolati, non da bambina di due anni. Forse perché i miei mi hanno sempre abituato a stare in mezzo alla gente, anche gente adulta, e a sapere interloquire con tutti. 
Beh, di questo non posso che ringraziarli perchè saper stare in mezzo a tutti è un gran vantaggio :-)

lunedì 5 novembre 2012

Faccia tosta.

Fin da piccola sono sempre stata un po' una faccia tosta.
Un episodio che lo conferma risale a ben 12 anni fa. Ero con una mia amica dell'epoca e i nostri papà a una specie di fiera del cavallo che si tiene ogni anno in un paese qui vicino. I cavalli non è che mi piacessero così tanto, infatti mi sto ancora chiedendo il motivo per cui ci eravamo andati... Sta di fatto che all'interno di un tendone abbiamo assistito a uno spettacolino con un clown (o forse era un mago), che durante la sceneggiata aveva promesso a noi bambini che al termine di essa ci avrebbe fatto accarezzare l'animale di cui si serviva per fare dei giochetti di magia (non mi ricordo se era un coniglio o una paperetta; perdonatemi ma dopo tanti anni i ricordi tendono a farsi più offuscati). A spettacolo finito è passato a farlo accarezzare. Sì, a tutti tranne che a me! Non so se fosse perché la mia faccia gli stava antipatica o se proprio non mi avesse visto. Ma io potevo mai andarmene senza aver accarezzato il coniglio-paperetta? 
Allora ho preso coraggio, sono corsa dietro al mago-clown con il coniglio-paperetta in braccio e, siccome ero troppo bassa per fermarlo prendendogli la spalla, mi sono attaccata al suo frac! Ho sentito una signora da dietro dire "ma pensa tu che tipa, che faccia tosta!". Allora lui si è accorto della mia presenza e mi fa fatto coccolare il cucciolo.

Quel giorno ho imparato il significato di "faccia tosta", che prima mi era oscuro, e imparato anche che non è una brutta cosa se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi.

domenica 4 novembre 2012

Incidenti di percorso

Il momento in cui cerchi di fare imparare qualche passo di latino americano a tuo papà e lui nel muoversi con una certa scoordinazione ti rifila una gomitata in pieno naso.
Fantastico.

sabato 3 novembre 2012

C'è il mio amico immaginario.

Non sono, purtroppo, una che sul treno riesce a dormire e invidio tutti quelli che ce la fanno.
E devo dire, però, che grazie a questa cosa sul treno ho conosciuto un sacco di gente, parlo con tutti, con ogni scusa, magari anche con persone che non vedrò mai più nella mia vita!
Ma tra le stranissime persone che ho incontrato i migliori di sempre sono quelli che si avvicinano e ti chiedono "è libero?" indicando il posto vuoto vicino a te.

Prima o poi dovrò rispondere a uno di questi: "no, c'è seduto il mio amico immaginario".

giovedì 1 novembre 2012

Il motivo per cui ho deciso di aprire un blog

Quest'estate non sapevo come far passare le giornate, lo ammetto, e mi annoiavo abbastanza.
Poi un giorno ho sentito la necessità di scrivere. Non scrivere come facevo quando andavo al liceo, cioè scrivere per gli altri, ma scrivere per me stessa.
In realtà, è vero, avrei potuto aggiornare un diario segreto per i cavoli miei, ma in fondo mi piace che a qualcuno interessi quello che scrivo.


E comunque un po' di coraggio ci vuole. Non tutti sono disposti a condividere i fatti propri con il mondo e li capisco. Un giorno una mia amica mi ha chiesto se non avessi vergogna di quello che scrivo, parlare così liberamente di argomenti alternativamente seri, stupidi, sconci (lei aveva appena letto il post su Chatroulette http://theblondmind.blogspot.it/2012/08/chatroulette.html). La risposta è no, francamente. Non mi interessa proprio se qualcuno mi critica. Io sono così, perchè dovrei scrivere qualcosa che non sono?


Poi volevo sottolineare questa cosa. Scrivere temi o saggi quando vai a scuola vuol dire scrivere non quello che ti va, ma quello che ti è imposto, hai una libertà di espressione relativa: puoi scrivere cosa selezionare, ma sempre di un determinato argomento, e, ok, anche come stenderlo. Ma avere un blog significa scrivere in ogni momento quello che ti passa per la testa. Impari che scrivere dev'essere un piacere, non un compito che ti dà la prof al liceo, e che scrivi in un certo modo perchè così piace a te, non alla prof per prendere un 8 sul registro.