Quest'estate non sapevo come far passare le giornate, lo ammetto, e mi annoiavo abbastanza.
Poi un giorno ho sentito la necessità di scrivere. Non scrivere come facevo quando andavo al liceo, cioè scrivere per gli altri, ma scrivere per me stessa.
In realtà, è vero, avrei potuto aggiornare un diario segreto per i cavoli miei, ma in fondo mi piace che a qualcuno interessi quello che scrivo.
E comunque un po' di coraggio ci vuole. Non tutti sono disposti a condividere i fatti propri con il mondo e li capisco. Un giorno una mia amica mi ha chiesto se non avessi vergogna di quello che scrivo, parlare così liberamente di argomenti alternativamente seri, stupidi, sconci (lei aveva appena letto il post su Chatroulette http://theblondmind.blogspot.it/2012/08/chatroulette.html). La risposta è no, francamente. Non mi interessa proprio se qualcuno mi critica. Io sono così, perchè dovrei scrivere qualcosa che non sono?
Poi volevo sottolineare questa cosa. Scrivere temi o saggi quando vai a scuola vuol dire scrivere non quello che ti va, ma quello che ti è imposto, hai una libertà di espressione relativa: puoi scrivere cosa selezionare, ma sempre di un determinato argomento, e, ok, anche come stenderlo. Ma avere un blog significa scrivere in ogni momento quello che ti passa per la testa. Impari che scrivere dev'essere un piacere, non un compito che ti dà la prof al liceo, e che scrivi in un certo modo perchè così piace a te, non alla prof per prendere un 8 sul registro.
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