per chi non mi conosce di persona, ora può vedermi su youtube, con Stella:
http://www.youtube.com/watch?v=XeLclaOdal4&feature=g-upl
domenica 30 settembre 2012
sabato 29 settembre 2012
Miciomiao.
Ho un gatto e gli voglio un sacco di bene. E' così tenero con me. A parte quando vuole giocare e mi graffia le mani o me le azzanna...
A volte però credo che sia più furbo che bello! Tipo ora è venuto da me a miagolare perché sono l'unica che ha trovato in casa e appena gli ho detto "vuoi la pappa?" gli si sono illuminati gli occhi, ha cominciato a farmi le fusa e a miagolare ed è corso alla porta che conduce alla sua stanza (sì, ha una stanza sua -.-" manco io ho una stanza tutta per me: la devo condividere con mio fratello!). Lo so che non ci crederete, ma riconosce la parola "pappa".
Stasera starò a casa, credo, considerato che non sto ancora bene, già ieri sono uscita e domani ho un compleanno; Gioppy (si chiama Gioppino, non ridete, e può darsi che sia per questo che è diventato un po' stupido, per essere degno del suo nome) starà con me sul divano sotto le coperte a guardare un film. Cucciolo! Sei l'unico essere di sesso maschile che chiamo amore :-)
happy marriage
L'altro ieri i miei hanno fatto vent'anni di matrimonio. E considerati i tempi che corrono stare insieme dopo vent'anni e avere due figli è un bel traguardo.
Speravo che approfittassero della cosa per farsi un week end romantico insieme, lasciando a me e Davide la casa libera.
Già mi immaginavo feste alla American Pie, ma mi hanno troncato con un "no".
Uffa.
venerdì 28 settembre 2012
Muco verde.
C'è una prima parte del post per tutti, una seconda parte solo per quelli senza stomaco debole.
E' da circa una settimana che ho il raffreddore perché giovedì scorso ero al Bikal con i miei amici e nella prima parte della serata ci siamo azzardati a stare all'aria aperta. Beh, abbiamo fatto una cazzata perchè io e Stella a distanza di otto giorni ancora ne stiamo subendo le conseguenze. Ed entrambe siamo contro qualsiasi tipo di medicinale, quindi ci teniamo i nostri malanni. Lei ieri sera aveva la febbre e oggi non ha osato provarsela perchè stasera dobbiamo uscire e non c'è febbre che tenga. Io credo che la febbre l'avessi nello scorso week end, quando mi lacrimavano gli occhi, che avevo paragonato a quelli di uno struzzo con... no dai non riprendo l'immagine chè già mi è stata rimproverata in quanto troppo volgare (cfr http://theblondmind.blogspot.it/2012/09/ama-il-prossimo-tuo-come-te-stesso.html), oggi invece mi sono alzata con un terribile mal di testa.
Deboli di stomaco, fuori dalle palle.
E' da stamattina, dunque, che quando mi soffio il naso mi viene giù il mondo. E tuttavia provo un certo piacere nel far scendere e ammirare questo bel muco verde e progressivamente sentirmi la fronte liberata senza aver assunto alcun antibiotico! E' una soddisfazione, eh, un po' come quando i bambini nella fase anale (come la chiama Freud, ciò circa tra i 2 e i 4 anni) ammirano orgogliosi i loro escrementi in quanto rappresentato il primo prodotto visibile e tangibile (ma anche nooooo, non palpognate la cacca, bleah) della loro esistenza.
sms da me a Stella: "e poi boh, ti soffi il naso e ammiri con soddisfazione tutto quel popò di muco verde che sei riuscita a tirare giù <3"
risposta di Stella: "è bellissimo ne? quando è mezzo filamentoso mezzo liquido e mezzo denso <3" Sempre detto che Stella non andava molto bene in matematica, fra parentesi ahahahahah
Essere amici è essere cretini nello stesso modo e sostenere l'essere cretini dell'altro.
Mie fobie (inesistenti?).
Ho un problema. Credo di avere una fobia che in realtà non esiste (che io sappia)!
Se qualcuno sa come si chiama o se esiste veramente è pregato di farmelo sapere, grazie.
Vi spiego: se io sto camminando sul ciglio di una strada priva di marciapiedi e mi passa a lato un mezzo di trasporto alto (per esempio un trattore o un camion) mi manca il fiato e non riesco a respirare, mi sento quasi soffocare. Questo mi è successo sia che dall'altra parte ci fosse un muro (e nel caso si potrebbe forse - ma neanche tanto - parlare di claustrofobia, cioè la paura degli spazi chiusi), sia che ci fosse del granoturco alto (idem con patate), sia che ci fosse un campo con l'erba e quindi uno spazio aperto (?!).
E' preoccupante?
il mio rapporto con le pubblicità.
Probabilmente sono l'unica che la pensa in questo modo, ma le pubblicità su di me non hanno proprio alcun effetto. Quando sto guardando la televisione, infatti, giro immediatamente canale appena parte la pubblicità. Faccio zapping per quei cinque minuti piuttosto di starmene come una cretina a guardare quelle pubblicità ugualmente cretine.
Credo che la pubblicità esista per far sì che con i soldi che lo sponsor paga per la stessa il canale rimanga in vita e possa investire nei vari programmi. Quindi non sono così stupida da dire che la pubblicità non abbia senso di essere. Ma dico solo che per quando mi riguarda che la pubblicità esista o meno non condiziona i miei acquisti o la scelta di un operatore telefonico. Ci sono amici che parlando magari fanno riferimento alla nuova promozione della Vodafone, alla canzoncina di quello, o allo slogan di quell'altro prodotto, ma io proprio non ne so nulla!
Tra l'altro la pubblicità mancava solo che la mettessero su Facebook, che (magari è una mia impressione) ora risulta ulteriormente rallentato e piuttosto che scrivere in chat fai prima a mandargli un messaggio con il gufo di Harry Potter.
Ho trovato così stimolante, invece, il fatto che qualche giorno fa tra un programma e l'altro su Sky Uno HD abbiamo inserito una canzone. Una canzone della vincitrice della scorso edizione di x-factor, Francesca, che io odio con quei suoi capelli da scopino del cesso e con quella faccia un po' alla "ragazzina da film horror", con uno sguardo un po' inquietante. Ma pur sempre una canzone!
E, ultima riflessione, certe pubblicità non le voglio vedere perchè quando mangio mi fanno venire da vomitare. Una ancora me la ricordo ed era "Ferma la diarrea, prima che la diarrea ti fermi", oppure anche quelle in cui fanno vedere tutte le fogne intasate, i tubi con lo sporco incrostato, o il calcare nella doccia. Ma, dico, non puliscono mai in quelle case?! o vogliamo parlare delle pubblicità sui pruriti intimi? Sarebbe molto più divertente se in quei casi facessero vedere una ragazza impegnata in contorsioni (come fanno i gatti, presente?) per grattarsi come una forsennata la frizzi, e che solo dopo un po' si rende conto della presenza di una telecamera che la riprende. Io una pubblicità così la guarderei perché ogni volta mi renderebbe migliore la giornata.
giovedì 27 settembre 2012
Non ci siamo. Vita da comune mortale.
Qualche tempo fa stavo sfogliando un giornale decisamente poco impegnativo e ancor meno intellettuale, tipo Visto o Novella2000. Mi è capitata sotto gli occhi un'immagine di Charlotte Casiraghi. Secondo me è veramente bella con quel suo musetto imbronciato (identico a quello di sua mamma trent'anni fa) ed ha anche un certo charme, molto di più della sua zia acquisita Charlène Wittstock, che da brava nuotatrice in pensione ancora ostenta le sue due belle spalle da armadio a quattro ante. Ma coprìtele almeno.
Comunque sia, in quest'immagine Charlotte aveva con una manicure vecchia di almeno una settimana. Per di più con lo smalto rosso. Il che è un abominio! Piuttosto mettitelo trasparente, almeno non salta così all'occhio. Leggo la didascalia della fotografia e c'era scritto qualcosa tipo "nuova tendenza lanciata dalla principessa di Monaco: lo smalto smangiato". NO. Non ci siamo. Solo perché è una principessa dobbiamo elevare a "nuova moda" una manicure decisamente da rifare? Se fossi stata io, comune mortale, in quella foto, sono sicura che la giornalista si sarebbe indignata per le mie unghie poco curate!
Non ci sto.
mercoledì 26 settembre 2012
Ehi, c'è qualcuno?
Penso che in ogni momento noi avremmo bisogno non di qualcuno che ci dica "ti voglio bene" ma di qualcuno che ce lo dimostri. Perchè altrimenti al posto di riallacciare i rapporti, l'unica cosa che possiamo fare è riallacciarci la giacca e andarcene. Stavolta per sempre.
martedì 25 settembre 2012
Tatuaggio in latino.
Mio papà è ancora a casa in questi giorni perché i militari quando hanno un lutto in famiglia hanno 10 giorni di licenza straordinaria per g.m.f (gravi motivi familiari). Allora oggi sono andata con lui in caserma siccome doveva fare una cosa.
Già che ero lì sono andata a salutare Patrizia, una sua collega, una ragazza dalla personalità esuberante e molto simpatica.
Mi ha chiesto se fossi brava in latino e ancora non le avevo risposto che già mi stava leggendo una frase per farmi verificare che fosse corretta. La frase era "enim enutritur me destruit me, sed id quod non delere me me facit fortior". Non che io sia un genio del latino, ma ho subito notato che qualcosa non quadrava. Per esempio "enim" in latino vuol dire "infatti" e all'inizio di quella frase cosa poteva c'entrarci? Non doveva giustificare nessun'altra frase precedente!
Le ho detto che probabilmente l'aveva copiata male e le ho chiesto di che autore fosse. Mi ha riferito che era una frase che lei stessa aveva plasmato e che quindi non avrei trovato su nessun testo (è ispirata alla filosofia di Nietzsche): "Ciò che mi nutre mi distrugge, ma ciò che non mi distrugge mi rende più forte".
Mi stavo scervellando sui tempi verbali della frase latina, sui verbi deponenti o meno, sulla costruzione passiva, sulla regola della prolessi del relativo, quando Patti salta fuori a dirmi che l'aveva costruita tramite Google Translator! E grazie al cazzo che è sbagliata (mai fidarsi di Google Translator per chi ancora non lo sapesse).
"Ma Pattiiiiii!!! Se io non fossi passata in ufficio, tu ti saresti fidata a imprimerti per sempre sulla pelle una frase tradotta con Google Translator? Sei proprio matta ahahahah"
Così mi è stato affidato l'arduo compito di costruire la frase del suo tatuaggio. Credo che prima di mandargliela per sms chiederò conferma alla mia ex prof di latino. Sono più prudente di Patrizia, nonostante la pelle sia sua!
when I go out with my friends
When I go out with my friends I usually don't feel like wearing dresses, elegant jackets or high-heeled shoes. They don't care what you wear, but how you feel and that's the reason why I love them. So when we went out and ate a pizza together on Sunday evening I was wearing a pair of jeans, a simple white t-shirt and a pair of blue and fuchsia converse.
It was only my make up that made the difference. It must always be stylish.
I applied my foundation (I prefer using a brush), I didn't use any concealer because I don't feel the necessity: I'm young, I haven't got wrinkles or circles. On the lips I just used a bordeaux lip pencil and, on it, a trasparent lip gloss. On the eyes I applied a neutral eyeshadow with my finger and a black mascara (most products I use are from Avon or Bionike).
As usual (in my opinion) the lips in evidence are enough to look at once the best.
lunedì 24 settembre 2012
Charleston
Alessandro l'altra sera è andato in un locale che si chiama Charleston, a Treviglio. Siccome è il capo nel nostro gruppo di PR (ah, forse nel blog ancora non avevo scritto che sono una Public Relator da più di due anni), ci ha scritto una breve recensione del posto.
Incuriosita, sono andata sul sito (www.charlestontreviglio.it) e devo dire che mi è piaciuto parecchio. I prezzi non sono bassissimi, ma credo che ne possa valere la pena. E l'età è un po' superiore alla mia, ma per una sera ci sta.
Poi mi è anche piaciuto il nome del locale.
Sapevo che il Charleston fosse un ballo, oggi sono andata ad informarmi sulla sua storia. E' uno dei balli swing, di derivazione jazzistica e si è sviluppato tra l'inizio degli anni Venti e il crollo della borsa americana nel 1929.
Ho guardato un video su youtube e ho potuto apprezzare il fatto che sia un ballo molto movimentato, brioso, coinvolgente e saltato, per certi versi simile al boogie-woogie (non a caso entrambi appartengono alla famiglia dello swing, anche se il boogie si è diffuso più tardi, negli anni Trenta e Quaranta). Azzarderei addirittura il fatto che sia anche "recitato"; sembra che in ogni coreografia ci sia una storia, che viene comunicata con una maggior forza che negli altri balli.
Insomma, Charleston, mi piaci. Alla lista delle cose da fare prima di morire dovrò aggiungere anche "Frequentare un corso di Charleston".
Strategie di marketing? Se sono tutte così, le adoro.
Abercrombie & Fitch.
Chiamatele pure strategie di marketing o come volete. Ma quando io entro in quel negozio provo un piacere immenso. Un po' per il profumo che pervade tutto il negozio (Camilla l'ha comprato e ieri me l'ha spruzzato ovunque, per cui stamattina ancora mi sto annusando tutta) e un po' per le visioni celestiali che accompagnano il mio ingresso nel negozio. Oh, quanto ben di Dio. Ti ritrovi 'sti due ragazzi che puntellano la porta d'ingresso e un altro che è a disposizione per fare una foto con te. Ah, e forse c'è anche una ragazza. Ma non ne sono sicura... Cosa me ne frega della ragazza in quei momenti?! Anzi baldracca, scansati e lasciali a me!
Qualsiasi stagione sia te li trovi in jeans con la vita superbassa e infradito, al massimo portano pure con una camicia aperta, che lascia intravedere gli addominali scolpiti ad arte. Infine un sorriso che ti chiama. Insomma come puoi non entrare nel negozio con 'sti tre bronzi di Riace che ti aspettano?
Se loro rappresentano le strategie di marketing, ho appena scoperto di amare le strategie di marketing.
domenica 23 settembre 2012
Chiamateli come vi pare o non chiamateli.
Quando qualcuno esce con una persona deve per forza avere una parola per spiegare agli altri cosa rappresenta per lui? Non riesco a capire perché c'è chi pretende di sapere "chi è per te"! Semplicemente due persone si possono frequentare senza troppi impegni, insomma si stanno conoscendo.
C'è chi lo chiama "uscente". A me non interessa chiamarlo in nessuna maniera. Lui è lui. E basta. Non mi interessa di spiegarlo agli altri.
I genitori non lo capiscono. Dicono che ai loro tempi non esistevano queste cose e che se uno usciva con una persona erano fidanzati. Che cazzata. Non ci credo. Magari non lo chiamavano "uscente", ma "la persona che sto frequentando".
Così come ai loro tempi a quanto pare non esisteva lo "scopamico" o "trombamico" o "amico di letto", che dir si voglia. Mah, ho i miei dubbi. Probabilmente non esisteva un modo in cui chiamarli, ma negli anni '60, '70, '80 credo che il sesso libero (forse più libero di adesso per certi versi) già esistesse e fosse largamente praticato (parlando di queste cose mi vengono in mente gli hippie). Tra l'altro, ho recentemente scoperto che "trombamico" è stato un termine coniato dal mio Fabio Volo. Sempre detto che l'amavo.
sabato 22 settembre 2012
Ama il prossimo tuo come te stesso (?!)
Mi sembra che "Ama il prossimo tuo come te stesso" l'abbia detto Gesù. Ma non ne sono sicura e francamente non ho lo sbattimento di cercarlo su Google. Anche perchè oggi ho un raffreddore del cavolo e stare davanti al computer mi fa lacrimare ancora di più gli occhi. Il che implica che dopo mi truccherò prima di andare ad una riunione, ma arriverò là con due occhi che sembreranno quelli di uno struzzo con una pannocchia in c***.
Tralasciando questi dettagli, torniamo a quella famosa frase.
Secondo me è proprio una "cagata pazzesca" (un po' come la Corazzata Potemkin secondo il ragionier Fantozzi). Che senso ha? Ci sono persone che si vogliono molto male. Allora sono autorizzate a trattare male gli altri?
Io mi voglio male ogni volta che mi abbuffo a tavola (per dir la verità pure quando mi abbuffo sul divano), ogni volta che saltavo i corsi di aerobica in piscina, ogni volta che dico ai miei amici che non mi iscriverò in palestra con loro, ogni volta che me ne sto le giornate intere stravaccata sul divano (soprattutto nei giorni pre-mestruazioni) senza far nulla di utile per l'umanità. Quante volte ci capita di continuare ad uscire con persone che non ci rendono felici, anzi ci complicano la vita e ci fanno stare male? In quei momenti non possiamo dire di volerci bene e, tuttavia, non mi sembrerebbe giusto trattar male "il prossimo" solo perché non amiamo noi stessi.
giovedì 20 settembre 2012
Il post precedente è un post del cazzo. W la nutella, anche ipercalorica
Che post del cazzo il precedente. Me ne sono resa conto appena l'ho pubblicato.
Il signor Ferrero è comunque ricchissimo (mi sembra che la Ferrero sia l'azienda italiana più diffusa nel mondo, una roba del genere). Allora sapete che ho fatto? Sono andata a comprare Nutella e panna e (no, non ho organizzato un'orgia) ho fatto una torta ipercalorica.
Me ne sono mangiata talmente tanta che mi bruciava la gola. Non so se vi è mai capitato di mangiare così tanta Nutella da sentire la gola pizzicare. E' una sensazione fastidiosa e allo stesso tempo bellissima, di edonismo totale e incondizionato.
Vi lascio la ricetta, se vi dovesse interessare farvi del male, come ogni tanto me ne faccio io (si chiama Torta Rocher):
per la pasta frolla:
- 250 gr di farina
- 100 gr burro
- 100 gr zucchero
- 1 uovo
per la crema (mescolare in una ciotola i due ingredienti e poi disporre la crema sulla pasta frolla ben schiacciata in una teglia e con il bordo abbastanza alto):
- 200 gr di nutella
- 100-150 gr panna liquida per dolci
In forno a 180° finché diventa bella dorata sui bordi (circa 30 minuti).
In forno a 180° finché diventa bella dorata sui bordi (circa 30 minuti).
è una BOMBA
Nutella light.
Come la maggior parte delle persone in questo mondo, se esagero con il cibo, ingrasso. Ma quello che mi dà più fastidio è vedere persone come mia mamma, che ha pure 25 anni in più di me e quindi dovrebbe avere un metabolismo più lento, mangiare tutto quello che vuole (compresi pacchi da mezzo chilo di patatine) senza ingrassare. La odio nel profondo in quei momenti. Perchè poi è cattiva, lo fa apposta, e si mette a mangiarle con gusto proprio davanti al mio naso!
E pensavo a dei modi per mangiare cose buone senza ingrassare... Innanzi tutto fare attività fisica, ma non è che io sia proprio un'amante del movimento (cfr il post "La mia pigrizia" http://theblondmind.blogspot.it/2012/08/la-mia-pigrizia.html), tranne quando faccio zumba o latino americano (cfr il post "Latino americano e Latini" http://theblondmind.blogspot.it/2012/08/latino-americano-e-latini.html). Ma anche lì non è che mi spenda più di tanto.
Poi mi sono chiesta come mai così come esiste il dolcificante in sostituzione allo zucchero, così come esistono le bevande light o senza zuccheri o senza calorie per coca cola, sprite, succhi di frutta, che io comunque non amo già di per sé, perchè non esiste la Nutella light? Chi la inventerà farà una fortuna, diventerà l'uomo più ricco del mondo, io lo so. Ma non sarò io, io sono troppo pigra pure per prodigarmi per diventare la donna più ricca del mondo e per mangiare tutta la Nutella (light) che voglio.
mercoledì 19 settembre 2012
Il video con Ale.
Quando ho saputo che Alessandro un bel po' di anni fa ha partecipato ad un video musicale, conquistandosi anche un ruolo da protagonista direi, non ci credevo. Mi sembra un tipo che snobba questo tipo di cose, così come snobba il latino americano. Poi ho visto il video: più giovane, più sbarbatello, ma preso bene, benissimo. Nel video di un deejay (?) che non avevo mai sentito, ma che a quanto pare in quegli anni era pure abbastanza famoso.
Non riuscivo a smettere di ridere, mi farò passare il video per tirarmi su nei momenti di tristezza. E' spassosissimo (ahahahahahah).
P.S. A dire così mi sento un po' stronza, in fondo dalla faccia si vedeva che lui ci credeva (ahahahahah), ma lui non si sente stronzo quando mi prende in giro dicendo che il latino americano esiste solo per fare scopare gli uomini sfigati, quindi non mi faccio troppi problemi :-)
martedì 18 settembre 2012
Gli uomini sono più veri delle donne.
Questo non vuole essere un post dichiaratamente maschilista. Pure perché io vado a momenti in quanto a femminismo e maschilismo.
Ma è un dato di fatto che gli uomini siano più veri. Come si presentano, sono.
Vi faccio qualche esempio per farvi capire in che senso la intendo.
Se una donna è alta, che so, un metro e 55 (forse sarebbe meglio dire bassa un metro e 55) può mettere i suoi bei 15 cm di tacco e avere un'altezza comunque di tutto rispetto.
Una donna ha gli occhi che guardano all'ingiù? Nessun problema: basta truccare soltanto la parte superiore degli occhi e sfumare bene l'ombretto in alto e verso l'esterno, senza truccare invece la parte inferiore.
Una donna con delle brutte unghie può farsi fare la ricostruzione con il gel, che garantisce risultati direi ottimi già al primo appuntamento dall'estetista.
Se a una donna cominciano a spuntare i capelli bianchi può tingersi senza cadere nel ridicolo e senza venire additata come "quella che si fa la tinta!".
Hai pochi capelli e magari non della lunghezza che desidereresti? Le extension possono risolvere tutti i tuoi crucci! Esistono quelle attaccate con la cheratina, quelle cucite (entrambi i tipi durano circa 6 mesi, mi hanno detto), oppure (praticissime) ci sono quelle con le clip che si mettono e tolgono a tuo piacimento.
L'uomo no.
Non ci sono molti uomini che si truccano (magari con fondotinta, fard o mascara) e quelli che lo fanno vengono considerati gay senza motivo. Un uomo che si fa la tinta? Non accetta il naturale passare degli anni. Per non parlare degli uomini che si depilano! Quante donne (e anche quanti uomini) ho sentito criticare i ragazzi depilati perché non sufficientemente virili. Di uomini che vanno a farsi fare la manicure non ne conosco. Se un uomo è un metro e sessanta, il suo metro e sessanta rimane.
Se un uomo ha dei difetti può nasconderli, ma fino a un certo punto. La donna, invece, riesce a fare molto di più, li annulla. Ma a volte proprio dei difetti possono renderci unici...
domenica 16 settembre 2012
Ciao Nonna...
So che non eravamo particolarmente legate, so che non ci sentivamo spessissimo e tantomeno ci vedevamo. Però te ne sei andata così d'improvviso... Sapevo bene che quell'abbraccio sarebbe potuto essere l'ultimo e pure quella foto e pure quello sguardo. Ma voglio imprimere nella mente i ricordi belli che ho di te per portarli sempre con me.
Ricordi quando da piccola di chiedevo lo spazzolone per pulire il balcone? E quante volte che lo pulivo nella settimana che stavo da voi?! Con il nonno sotto il balcone che giocava a carte con don Gennaro e gli arrivava tutta la polvere in testa. Ahahah!
Che ridere, invece, quando eravamo alla comunione di Davide e durante l'omelìa il parroco ha detto "quando Dio ci cerca, noi gli diciamo fa sito, fa sito" e io ti chiesi "nonna sai cosa vuol dire fa sito?" e tu mi risposi "no, Sharon, io non conosco il latino". Ti ho preso in giro per anni e ancora adesso mi viene da ridere!
Come mi esaltavo quando ti facevo la manicure... La mia amica per questo mi disse pure che avevo una nonna moderna. Lo sei un po', sì.
Mi ricordo quando siamo andati a pranzo con i cugini americani. Che bello è stato?! Io credo che avessi 11 o 12 anni circa, ma mi ero divertita pur conoscendo poco la loro lingua. E il loro napoletano - italiano - americano era divertentissimo, a casa l'avevamo commentati: "anzalata" al posto di "insalata" è diventato famoso.
Che ridere quando siamo venuti a luglio e abbiamo riletto le lettere che papà vi mandava quando era a fare il corso in Finanza! La mia lettera preferita era quando diceva che dove stava lui c'era la neve e l'unico spasso della loro noiosa giornata era vedere i loro compagni di corso scivolare sul ghiaccio e che pure lui era stato poco prima protagonista di una scena del genere. Ci siamo fatte proprio delle belle risate quella sera, nel rileggere tutti quei ricordi. Credo che quando verrò a Napoli la prossima volta, quelle lettere le chiederò al nonno perchè voglio conservarle io.
Il segreto della tua parmigiana, invece, non lo voglio, perchè una parmigiana di melanzane come la tua non la mangerò mai più, la tua è stata e sarà per sempre la migliore.
Spero che tu possa ricordarti di noi, ovunque tu sia... (mi dissi che prima di morire avresti voluto raggiungere la "pace" e che pian piano stava arrivando, spero che tu te ne sia andata col sorriso)
Ti voglio bene, ciao Nonna Rita
Pregnant - Incinta
Odio la Pausini. Non so spiegare il perchè, ma proprio mi sta antipatica e non sopporto la sua voce. Ho una speciale avversione per le sue canzoni. (Eppure tra me e lei il problema sono io, considerato che ha un grande successo, e non solo in Italia.)
Ma quando ieri ho letto che aspetta una bambina sono stata veramente felice per lei. Avevo letto una sua intervista e so che cercava da tempo questo bambino, che a quanto pare non arrivava.
E vedere realizzarsi il sogno di qualcuno, anche che ti sta antipatico, è comunque una bellissima cosa. Soprattutto quando si parla di bambini.
Il tempo del viaggio.
Ogni volta che devo raggiungere un luogo, in auto, a piedi, in aereo, in treno, penso che il tempo impiegato per il tragitto sia tempo sprecato. Una delle doti più fantastiche che potremmo avere sarebbe la possibilità di materializzarsi con uno schiocco di dita in qualsiasi posto vogliamo. Se Stella mi chiede "vieni da me oggi?", e io voglio andare da lei, perchè devo pure farmi 25 minuti di auto? Nella sua domanda è come se già ci fosse sottinteso "Sha, oggi ti va di far 25 minuti di auto per venire da me, stare con me, e poi fartene altri 25 minuti per tornartene?".
Quando siamo andati all'openday dell'università manifestavo il mio dubbio a Cristina, che saggiamente mi ha consigliato, durante i "viaggi" di prendere del tempo per me.
Tra qualche giorno comincio ad andare all'università e probabilmente davvero quello sarà l'unico spazio della giornata che avrò per riflettere (tra lezioni, casa, famiglia, riunioni, latino americano, amici, spesa...).
Cristina aveva ragione. Ora ogni volta che mi trovo da sola in auto.... Penso. Credo sia l'unico momento della giornata che ho davvero per me. Ed è terapeutico. La cosa negativa, però, è che a volte mi prende una grande malinconia e spesso non me ne so neanche spiegare il motivo! Oppure ci sono volte in cui sono felice e comincio a cantare a squarciagola come una matta e le persone che incrocio per strada mi guardano straniti perché vedono che sono sola in auto e, tuttavia, sbraito chissà con chi.
Ma chissenefrega.
venerdì 14 settembre 2012
Reach your goals. Just do it.
Oggi è stata una giornata densa di emozioni.
Mi sono svegliata alle 9 e mezza circa perchè mia mamma mi ha buttata giù dal letto e ho aspettato con ansia le 10.30 perchè a quell'ora uscivano le graduatorie di Architettura. Avevo proprio la cagarella. Temevo di farmela nelle mutande, ma in realtà non mi scappava veramente, era proprio cagarella da ansia!
Esito: 211esima su quasi 6mila e ammessa ad Architettura in inglese. So che è una scelta da pazzi, me l'hanno detto in tanti, ma considerato che nè più nè meno la laurea magistrale al Politecnico di Milano è in inglese, ho optato per fare tutti e cinque gli anni in inglese a questo punto.
So che, nei primi tempi, mi maledirò ogni volta che dovrò preparare un esame, lo so, lo so, lo so. Ma sono testarda, e così come sono riuscita ad essere ammessa all'università che volevo, riuscirò a superare ogni esame (spero).
Ah, forse ho dimenticato di sottolineare che oggi è uno dei giorni più belli della mia vita: sono fiera di me stessa e degli obiettivi raggiunti :)
PS credo giocherò tutti i numeri che mi son capitati in questo periodo (18esima nella graduatoria di ingegneria, giocherò i tre numeri da due cifre che compongono il mio numero di matricola, giocherò il mio codice persona per accedere alla mia pagina del Polimi, insomma ne ho da vendere! Punto su me stessa).
PPS questa è la mia settimana fortunata (l'ho forse detto con troppo anticipo? In effetti non è ancora finita e potrei finire schiantata sotto a un tram, o investita da un boing747 o stirata da una carrozza a cavalli o da una macchinina telecomandata...).
mercoledì 12 settembre 2012
Saggia frase da un'amica.
Ieri una persona importante mi ha detto questa frase, che penso meriti un post a parte da tutti gli altri:
"Ok. Riprendiamoci. Ricominciamo a lottare e a eliminare dalla nostra vita le persone inutili, che ci fanno star male, che non ci vogliono effettivamente bene, che si divertono, ma a quanto pare non solo con noi."
martedì 11 settembre 2012
I ricordi dell'armadio.
Come già ho scritto nel post precedente, ieri ho passato il pomeriggio a sistemare armadi. Mi sono capitati tra le mani i diari di scuola vecchi, allora li ho aperti, convinta di non trovarci nulla di interessante e convinta che di lì a poco sarebbero finiti nella scatola della carta per essere saggiamente riciclati. Invece, avevo conservato tutti i bigliettini che durante le lezioni ci passavamo incastrati nel tappo della scolorina o di un evidenziatore, tutti i disegni che mi faceva il mio compagno di banco, le lettere che in quel periodo ci scrivevamo tra amiche.
Quante cose sono cambiate, con le mie due migliori amiche di allora neppure ci parlo più. Eppure in quelle lettere c'erano promesse di amicizia eterna, c'erano canzoni talmente sdolcinate che io neanche ad un mio ipotetico ragazzo dedicherei. Solo Chiara, delle mie migliori amiche di quel periodo, mi è rimasta molto legata e nelle sue lettere non ci sono mai state "promesse", ma solo "speranze". E io preferisco i fatti alle parole.
Poi ho trovato una scatolina. Aveva un aspetto familiare, ma francamente non ricordavo cosa contenesse. L'ho aperta e ho capito. Pensavo di aver buttato tutti i (pochi) ricordi del mio ex ragazzo, invece mi sbagliavo! Beh, l'ho fatto ieri. Quando ho dato l'unica sua lettera a mia mamma dicendole di strapparla e buttarla, una lacrimuccia mi è scesa sulla guancia, non so neanche il motivo, perché non tornerei mai con lui, non mi manca, però è stato parte del mio passato. Non mi ricordavo neanche che all'inizio ci chiamavamo l'un l'altro "terroncello" e "terroncella", mi è venuto in mente rileggendo la lettera. Probabilmente ora me lo dimenticherò di nuovo, dato che non potrò più neanche rileggere la lettera. Ma sì, dopotutto non è un dettaglio fondamentale :-)
lunedì 10 settembre 2012
La mia malattia mentale degli oggetti nella loro confezione.
Oggi pomeriggio non avevo nulla da fare allora mi sono messa a sistemare un paio di armadi. E' una cosa che mi rilassa e nello stesso tempo faccio qualcosa di utile. Nel primo armadio che ho aperto c'erano sei o sette paia di scarpe con il tacco, messe in ordine perchè ognuna aveva la propria scatola. Eppure a me non andavano bene. Devo avere qualche malattia mentale per cui non riesco ad accettare il fatto che degli oggetti che si trovano per casa rimangano nella loro confezione di quando li abbiamo comprati. La stessa cosa mi è accaduta per il secondo armadio: c'erano diversi tipi di penne, matite, gomme e altro materiale scolastico, tutte cose nuove. Allora con una certa pazienza ho liberato quei poveri oggetti di cancelleria dalla confezione, che sembrava toglier loro il fiato e così son tornati ad essere liberi, assieme a tutti gli altri e non più in confezioni singole. A quel punto mi sono sentita meglio.
Love make up and love yourself
I absolutely love make up. I don't think that a woman is less spontaneous or less true with her make up on. In my opinion it's the opposite. It helps me to be more self confident with a more fresh look. Sometimes I just need a good foundation or a good mascara to feel better or a red lipstick to feel sexy.
Until some months ago, in fact, I used to make up only when I was sad for different reasons, or when I looked into the mirrow saying "oh, this morning I look ugly". In this period, instead, I make up almost every day and the reason is not because I am always sad, fortunately. Just because it's funny to try lots of products and because it makes me feel prettier.
I hope to have the possibility to upload a make up tutorial about by make up daily routine. It will be very easy to do and very quick, because, you know, in the morning it's better to sleep a little bit more instead of losing time doing the make up.
P.S. ye, the lips in the pic are mine.
Amo moltissimo il trucco. Non penso che una donna truccata sia meno spontanea o meno vera. Secondo me è il contrario. Mi aiuta a sentirmi più sicura di me stessa con un aspetto più fresco. A volte mi basta solo un buon fondotinta o un buon mascara per sentirmi meglio, o un rossetto rosso per sentirmi sexy.
Fino a qualche mese fa, infatti, mi truccavo solo quando ero triste per diverse ragioni o quando mi guardavo allo specchio dicendo "oh, stamattina sono brutta". In questo periodo, invece, mi trucco quasi tutti i giorni e il motivo non è perchè sono sempre triste, fortunatamente. Solo perchè è divertente provare un sacco di prodotti e perchè il trucco mi aiuta a sentirmi più carina.
Spero di poter caricare presto un make up tutorial su come mi trucco normalmente di giorno. Sarà molto facile da realizzare e molto veloce, perchè, si sa, la mattina è sempre meglio dormire un po' di più piuttosto che perdere tempo truccandosi.
P.S. sì, le labbra nella foto sono mie.
Until some months ago, in fact, I used to make up only when I was sad for different reasons, or when I looked into the mirrow saying "oh, this morning I look ugly". In this period, instead, I make up almost every day and the reason is not because I am always sad, fortunately. Just because it's funny to try lots of products and because it makes me feel prettier.
I hope to have the possibility to upload a make up tutorial about by make up daily routine. It will be very easy to do and very quick, because, you know, in the morning it's better to sleep a little bit more instead of losing time doing the make up.
P.S. ye, the lips in the pic are mine.
Amo moltissimo il trucco. Non penso che una donna truccata sia meno spontanea o meno vera. Secondo me è il contrario. Mi aiuta a sentirmi più sicura di me stessa con un aspetto più fresco. A volte mi basta solo un buon fondotinta o un buon mascara per sentirmi meglio, o un rossetto rosso per sentirmi sexy.
Fino a qualche mese fa, infatti, mi truccavo solo quando ero triste per diverse ragioni o quando mi guardavo allo specchio dicendo "oh, stamattina sono brutta". In questo periodo, invece, mi trucco quasi tutti i giorni e il motivo non è perchè sono sempre triste, fortunatamente. Solo perchè è divertente provare un sacco di prodotti e perchè il trucco mi aiuta a sentirmi più carina.
Spero di poter caricare presto un make up tutorial su come mi trucco normalmente di giorno. Sarà molto facile da realizzare e molto veloce, perchè, si sa, la mattina è sempre meglio dormire un po' di più piuttosto che perdere tempo truccandosi.
P.S. sì, le labbra nella foto sono mie.
domenica 9 settembre 2012
Women and bathrooms.
Si sa, le donne in bagno sono complicate. Io quando devo prepararmi bene per uscire (il che significa farmi una doccia, lavarmi i capelli, asciugarmi il corpo e i capelli, piastrarli, farmi le unghie e truccarmi) ci metto tra l'ora e mezza e le due ore.
Gli uomini (con delle eccezioni che negli ultimi anni temo siano sempre meno sporadiche) hanno bisogno di solo 10-15 minuti per prepararsi perfettamente. Ieri sera ho ammirato mio papà che in un quarto d'ora non solo è riuscito a farsi la doccia, ma si è pure fatto la barba, si è rasato i capelli, si è vestito e profumato per bene.
Per non parlare poi delle donne nei bagni pubblici. Fin da piccole la mamma ci ha insegnato astute tecniche per fare pipì senza appoggiarsi (che, tra l'altro, fanno venire dei muscoli assurdi nelle cosce, abbinati a crampi al polpaccio) oppure per ricoprire tutta la tavoletta del water di carta igienica che per poco non si blocca lo scarico. Gli uomini, invece, non hanno bisogno di tutto questo ingegno per andare in bagno. Possono far pipì in piedi. Che ingiustizia? No. Anche le donne lo possono fare, è solo che non vogliono. Due mie amiche ci hanno provato e hanno raggiunto con successo l'obiettivo. Forse però non è la sede adatta per darvi indicazioni precise di come ci siano riuscite.
Ora, qualche giorno fa ero a fare il test di ammissione per la facoltà di ingegneria, e - giuro - non pretendevo di sistemarmi alla perfezione, chiedevo solo un misero bagno, anche una turca poteva andare bene, per fare la pipì prima di entrare a fare il test. Prima di cercarne uno ho pensato che il fatto di dovere tenere la pipì per due ore forse mi avrebbe giovato perchè per il mio spirito di sopravvivenza avrei accelerato i tempi nel fare il test... ma poi me ne sono proprio dovuta convincere. Questo perchè nell'edificio dove ero stata mandata io a fare il test non c'era un bagno delle donne. Una volta entrata, l'ho cercato al piano terra. E ho trovato solo una scritta "bagno degli uomini", allora ho supposto che l'avrei trovato al piano superiore, quello dove era collocata l'aula dove dovevo fare il test.
Invece non c'era neanche lì! Ora mi chiedo: d'accordo che gli iscritti alla facoltà di ingegneria sono per il 70-80 % uomini (il che depone a favore di questa facoltà), ma essere così sessisti da non avere neanche il bagno delle donne mi sembra esagerato.
Che peccato, dovrò proprio andare nel bagno degli uomini, non c'è alternativa! :-)
Destini incrociati.
Era molto tempo che i loro sguardi non si incrociavano. Un anno e mezzo l'uno lontano dall'altra. Ed entrambi erano profondamente convinti (in realtà l'aveva capito prima lui di lei) che non erano fatti l'uno per l'altra, o almeno non in quel momento.
Si trovarono per caso a tre metri di distanza. Quando stavano insieme già tre centimetri, invece, sembravano un anno luce. Non sentivano più quell'attrazione che li legava, non sentivano più la necessità di stringersi forte all'altro.
Lei sentì per caso la voce di lui. Era buffo, ma si sentì persa in quel momento, era la stessa voce che molto tempo prima le sussurrava dolcemente "ti amo" ad ogni occasione e che non aveva più sentito da così tanto tempo. Osservò come era vestito. Non conosceva alcun capo che lui indossava. Che strano, quando stavano insieme sapeva la storia di ogni camicia, di ogni maglioncino di cachemire, e di ogni sciarpetta colorata, ora invece tutto sembrava così anonimo.
Lui cercò lo sguardo di lei, destinato a non essere ricambiato. Che lei non l'avesse visto? Che avesse deciso di ignorarlo?
Eppure erano destinati a non stare insieme...
venerdì 7 settembre 2012
The Consealer - il Correttore.
E' così facile abituarsi ad andare a dormire tardi la sera e svegliarsi tardi la mattina, ma è molto più difficile rimettere in carreggiata il nostro corpo e ricominciare a svegliarsi alle 7 di mattina.
Mercoledì mattina la mia sveglia è suonata alle 7.05. La sera prima ho spulciato nel (non particolarmente fitto) archivio di musica del mio cellulare e ho trovato la canzone Kissing you, colonna sonora del film Romeo and Juliet (che consiglio di guardare per chi è appassionato di storie romantiche) e ho pensato di impostare quella come sveglia per la mattina dopo: è una canzone molto dolce, che parte con delle note suonate pianoforte. Per di più ho messo la suoneria della sveglia in crescendo, per cui partiva con un volume molto basso che poi andava alzandosi gradualmente.
Tutti gli sforzi per addolcire il mio risveglio sono stati vani.
Avevo delle occhiaie terribili e in questi casi l'unico rimedio alle ore piccole non può essere una canzone dolce come suoneria, ma solo un buon correttore sotto gli occhi.
giovedì 6 settembre 2012
The most important day of my life.
Today has been the most important day of my life.
I must admit that I thought that it would be the day of my marriage, or the day when I would meet the man with whom I would have spent the rest of my life, the day when I would discover a new island, the day when I would become mother. But no, I'm pretty sure that THIS is the most important one for me.
This morning I went to Milan to do a test to enter Architecture (taught in English or a course in Italian). It was quite difficult, we had to answer 80 questions (there were five possibilities for each one) in 2 hours and 15 minutes. During the test I thought: it is difficult, but I must go all in because this test will change my life. Architecture is really what I absolutely want to do and, yes, I can study Engeneering in Brescia (my town), but it's not my dream and so it wouldn't be the same. It's a chance to reach my goals, to prove myself that I can!
As Obama used to say: "Yes, we can".
P.S. Let's keep our fingers (of both hands and feet) crossed :-)
mercoledì 5 settembre 2012
Manuale per sopravvivere alla quinta liceo.
Dunque, ci sono passata e anche da poco tempo, quindi mi sento la persona adatta per dare qualche suggerimento a chi sta per incominciare la quinta superiore.
Io ho frequentato il liceo scientifico, ma i miei consigli varranno anche per tutte le altre scuole. Non sono Dio in terra, ahimè, però si dice che "l'esperienza prima ti fa l'esame e poi ti spiega la lezione", ed ecco... cercherò di spiegarvi la lezione che io ne ho tratto.
Innanzi tutto spero vivamente che voi durante quest'estate vi siate divertiti e soprattutto riposati, spero che abbiate avuto la possibilità di ricaricare le batterie per incominciare un nuovo lungo anno, che è ovvio che sarà più impegnativo di quelli precedenti perchè per 10 mesi (eh sì, non 9 come gli anni passati) gli insegnanti di tutte le materie vi smaronerranno e vorranno farvi studiare la loro materia volta per volta ("perchè altrimenti alla fine dell'anno non riuscirete mai a recuperare!"), vi avviseranno dal primo giorno (ve lo giuro!!!) che è importante trovare presto un argomento per la rinomata tesina perchè alla fine dell'anno avremo già altri pensieri per la testa, tra cui finire il programma ministeriale, cominciare a ripassare tutto il programma di tutte le materie, e last but not least prenotare per le vacanze post maturità. Ah, forse però è bene che io precisi che questo ultimo dettaglio l'ho aggiunto io e gli insegnanti mai lo citeranno.
Sfatare dei miti + consigli:
- la tesina dovrà essere esposta nei primi 10-12 minuti del colloquio orale e non ti para il culo per un cazzo. Nel senso... serve a te, più che alla commissione, per partire con un argomento che sei certo di sapere. Se non rispondi alle domande che ti vengono poi poste sei nella cacca. Conviene comunque strutturarla intelligentemente, con 2, 3 o al massimo 4 materie ben collegate tra loro (la tesina scritta non dovrà presentare la divisione in materie, ma se mai in paragrafi per argomento, e comunque tutti con una certa consequenzialità logica). Pure perchè attenzione: se la commissione è magnanima potrebbe porti domande strettamente connesse all'argomento della tua tesina, oppure ad un argomento che tu hai citato di sfuggita nella tesina (è bene, a questo proposito, accennare a movimenti artistici, filosofici, letterari e che prudentemente vi siete preparati).
- la tesina può anche non essere portata scritta o non portata del tutto. Potete portare una tesina scritta (è quello che fa la maggior parte degli studenti per quanto ne so io), potete portare soltanto il lavoro in power point, con i vari collegamenti ipertestuali, mappe concettuali e schemi (importante: scrivete poco! servirà solo come guida a chi ascolta, voi dovrete parlare e spiegare senza leggere dalle diapositive), potete portare soltanto la mappa concettuale con i collegamenti tra le materie e costruire, partendo da quella, un discorso ben organizzato, oppure potete anche non portar nulla, magari soltanto un vostro argomento a piacere, lasciando così alla commissione la possibilità di chiedervi qualsiasi cosa.
- quelli della commissione esterna non sono orchi. In fin dei conti manco ti conoscono, quindi a meno che siano proprio stronzi dal profondo, covino un latente desiderio di massacrare i poveri maturanti e provino piacere nell'infliggere pene severe per un congiuntivo sbagliato / un meno al posto di un più / un "is" al posto di un "are" non vi romperanno più di tanto le scatole.
- dall'altra parte i docenti interni della commissione mostreranno un insolito sorriso. Non di quelli maligni di quando ti chiamano all'interrogazione consapevoli che tu non sia preparato, ma proprio di compassione. Sì, gli fai quasi pena! Ed è normale perchè tutti, chi più chi meno, si cagano in mano all'esame (personalmente, soprattutto alla terza prova perchè avevo studiato solo le 4 materie che credevo e speravo ci mettessero). E saranno magnanimi in linea generale, molto più di quanto abbiano fatto negli altri cinque anni.
- la terza prova a me piace. E' una sfida contro se stessi. Devi saperti organizzare nel pieno di un anno scolastico tra verifiche, corsi pomeridiani di recupero, interrogazioni, tornei interni ed esterni all'istituto di pallavolo, calcio, basket, pallamano e chi più ne ha più ne metta, open day al liceo (come accoglienza) e all'università (devi pensare anche al futuro eh!), corso di ballo e/o palestra e/o piscina e/o camminata o corsa a piedi o e/o in bici, stesura della tesina. Io mi sono organizzata così: nella settimana che precedeva la terza prova cominciavo a leggere i vari programmi di tutte le materie, gli ultimi 5 giorni mi concentravo sulle materie più probabili: ogni giorno una materia e l'ultimo giorno ripasso generale. Ha funzionato: nelle due simulazioni ho preso 13 e nella prova vera e propria 14. Diciamo che deve andarti di culo: se le materie non sono quelle eheh sei nella cacca.
- "studiare tutto il programma di tutte le materie" anche a me faceva paurissima questa frase, era la cosa che più mi preoccupava degli esami perchè sono sempre stata una che si studiava tutto il giorno prima di una verifica, soprattutto storia e astronomia (sì, prof.ssa Cavalli e prof. Iavarone, se mai leggerete questo post ne rimarrete molto delusi, non me ne vogliate), perchè non sono esattamente la mia passione. Ma il mio consiglio è: studiatele pure il giorno prima, non c'è problema, ma studiatele bene. Perchè, se così farete, se dopo 3 mesi le rileggerete anche soltanto una volta vi verranno in mente in poco tempo.
- chi ha detto che studiare in gruppo è una perdita di tempo? A me ha aiutato tantissimo. Durante la fase dal 20 giugno circa fino al giorno prima dell'orale non ho mai studiato da sola. Anche durante l'anno mi sono stati molto utili dei pomeriggi intensi di studio con i miei compagni di classe, ma nei giorni degli esami ancora di più. Perchè è vero che ogni tanto ci scappava qualche risata, ci scappava la discussione su unicorni, papaveri e via dicendo, ma quando ci mettevamo sotto ci impegnavamo veramente, soprattutto con la strizza al culo, sapendo che dopo poche ore saremmo stati giudicati (non per quello che avevamo fatto durante 5 anni, ma per quello che avremmo fatto in poche ore). Poi, uno era più appassionato di fisica, uno di filosofia, un altro di matematica, insomma tutti ci eravamo utili a vicenda.
- crediti. Partire con un punteggio già alto di crediti formativi è molto importante. E' sufficiente aver sempre avuto la media almeno dell'8 e aver partecipato agli open day per avere 22 punti su 25. Se si ha avuto per i tre anni del triennio la media del 7 e si ha partecipato tutti e tre gli anni agli open day si avranno 19 punti, che a mio parere già è un buon punteggio. E diciamocelo, avere la media dell'8 costa fatica, ma il punto all'anno per un pomeriggio di open day è proprio regalato. In questo caso: grazie scuola :) un volta tanto fai qualcosa di buono pure tu!
- è vero che sono 10 mesi e non 9 come gli anni passati, ma non farai neanche a tempo a renderti conto che sei in quinta che già arrivano gli esami. Quindi non ti preoccupare di quello! Piuttosto, arriva, sì, con una buona media agli esami (almeno 7 in tutte le materie, soprattutto quelle esterne), ma conserva un po' di energia per l'ultimo sprint di studio per gli esami di Stato.
- la gita di quinta è magica perchè è l'ultimo anno con la tua classe. Tornerai più scemo di quanto sei partito e non più riposato, soprattutto se (come noi) vai in gita ad Amsterdam, ma ti rimarrà un piacevole ricordo di tutta l'esperienza e il percorso scolastico e di vita che hai affrontato in quei 5 anni (per qualcuno magari anche 6, 7, o oltre!).
In bocca al lupo a tutti :)
sabato 1 settembre 2012
Lo riconoscerò.
Penso che quando arriverà la persona giusta, quella che riuscirà a sciogliere questo mio cuoricino di ghiaccio me ne accorgerò già dal primo sguardo. Non ci sarà bisogno che nessuno me lo presenti perchè sarà come se già sarà stato parte di me. Come nei film, quando uno sta cercando casa, ne vede mille, ma quando entra in quella giusta se lo sente. Non c'è bisogno che l'agente immobiliare lo guidi e gli mostri la casa, è come se lui già sapesse che anche con i suoi difetti è quella perfetta per lui.
E così tu, anche con i tuoi difetti, sarai perfetto per me. Chissà cosa stai facendo tu, ora, uomo della mia vita e padre dei miei figli. Magari sei a pochi passi da me e io neppure lo so.
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