domenica 16 settembre 2012

Il tempo del viaggio.

Ogni volta che devo raggiungere un luogo, in auto, a piedi, in aereo, in treno, penso che il tempo impiegato per il tragitto sia tempo sprecato. Una delle doti più fantastiche che potremmo avere sarebbe la possibilità di materializzarsi con uno schiocco di dita in qualsiasi posto vogliamo. Se Stella mi chiede "vieni da me oggi?", e io voglio andare da lei, perchè devo pure farmi 25 minuti di auto? Nella sua domanda è come se già ci fosse sottinteso "Sha, oggi ti va di far 25 minuti di auto per venire da me, stare con me, e poi fartene altri 25 minuti per tornartene?".  

Quando siamo andati all'openday dell'università manifestavo il mio dubbio a Cristina, che saggiamente mi ha consigliato, durante i "viaggi" di prendere del tempo per me. 
Tra qualche giorno comincio ad andare all'università e probabilmente davvero quello sarà l'unico spazio della giornata che avrò per riflettere (tra lezioni, casa, famiglia, riunioni, latino americano, amici, spesa...).
Cristina aveva ragione. Ora ogni volta che mi trovo da sola in auto.... Penso. Credo sia l'unico momento della giornata che ho davvero per me. Ed è terapeutico. La cosa negativa, però, è che a volte mi prende una grande malinconia e spesso non me ne so neanche spiegare il motivo! Oppure ci sono volte in cui sono felice e comincio a cantare a squarciagola come una matta e le persone che incrocio per strada mi guardano straniti perché vedono che sono sola in auto e, tuttavia, sbraito chissà con chi.
Ma chissenefrega.

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