domenica 23 settembre 2012

Chiamateli come vi pare o non chiamateli.

Quando qualcuno esce con una persona deve per forza avere una parola per spiegare agli altri cosa rappresenta per lui? Non riesco a capire perché c'è chi pretende di sapere "chi è per te"! Semplicemente due persone si possono frequentare senza troppi impegni, insomma si stanno conoscendo.
C'è chi lo chiama "uscente". A me non interessa chiamarlo in nessuna maniera. Lui è lui. E basta. Non mi interessa di spiegarlo agli altri.
I genitori non lo capiscono. Dicono che ai loro tempi non esistevano queste cose e che se uno usciva con una persona erano fidanzati. Che cazzata. Non ci credo. Magari non lo chiamavano "uscente", ma "la persona che sto frequentando".
Così come ai loro tempi a quanto pare non esisteva lo "scopamico" o "trombamico" o "amico di letto", che dir si voglia. Mah, ho i miei dubbi. Probabilmente non esisteva un modo in cui chiamarli, ma negli anni '60, '70, '80 credo che il sesso libero (forse più libero di adesso per certi versi) già esistesse e fosse largamente praticato (parlando di queste cose mi vengono in mente gli hippie). Tra l'altro, ho recentemente scoperto che "trombamico" è stato un termine coniato dal mio Fabio Volo. Sempre detto che l'amavo.

5 commenti:

  1. Tipica conversazione: "Chi è?" "Una" "Dai che lo sai ;)" "Una che non conosco ancora" "Ma è una cosa seria?" "Ti ho detto che non la conosco!!! :@ "

    Mai avuto e mai avrò amici di letto. Questa è una delle più grandi vaccate delle relazioni insieme al: "ma rimaniamo amici?"
    Puoi essere un amico, puoi essere fidanzato, puoi persino essere la "persona con cui faccio ginnastica ogni tanto" ma mai il primo si deve accoppiare (suona strano lo so) all'ultimo.

    Tra l'altro la storia dell'amico di letto è una bella favola. Non esiste al mondo una persona che riesce a non farsi coinvolgere sentimentalmente in una situazione simile. Soprattutto non ne esistono due. Uno è sempre destinato a soffrire.

    Hai ragione sugli anni 60/70 quando parli di "sesso libero" ma oltre al fatto che è sbagliato associare gli anni 60(per comodità scriverò 60, ma mi riferisco al trentennio) Statunitensi a quelli italiani. Qua non sono stati vissuti proprio bene.
    Ritornando al sesso libero, questo c'era (sono sicuro però che mai quanto ora), ma c'era con persone che non si conoscevano. Due parole e via. Molto diverso da un'amicizia che rischia di essere mandata a rotoli. Cavolo il mondo è pieno di persone, devi proprio far la cazzata e rischiare di mandare tutto al diavolo?

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    1. Gli anni 60 in Italia sono stati un macello, basta pensare ad Aldo Moro, il terrorismo, le brigate rosse, la grande corruzione pubblica, Il logoramento della fiducia del cittadino verso lo stato che Rimane tutt'ora insanabile e il terrore delle persone.

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    2. pensa, io già mi sono fatta problemi in passato a "uscire" con un mio amico perchè avevo paura di buttare all'aria la nostra amicizia, figurati ad averlo come amico di letto! L'idea sarebbe bella, ma io non ce la farei, credo. E poi se già lo conosci non puoi non essere sentimentalmente coinvolto, dai...

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  2. Appunto perché lo conosci sarai coinvolta sentimentalmente. Quello di uscire con l'amico è già diverso. Lì cerchi di avere qualcosa di più dal vostro rapporto. Persone disposte a fare sesso (non posso dire amore in questo caso) le troverai sempre. Perché farlo con un amico? Immagina poi sei ti fidanzi con un altro. Lui non ne sarà affatto felice. Siamo gelosi per persino per persone con le quali non abbiamo fatto niente, A volte neanche parlato, figurati con una con cui siamo andati a letto.

    A farsi coinvolgere poi si fa in un attimo, volenti o nolenti. Il nostro istinto non si comanda, così come non comandiamo il nostro corpo e la sua chimica. Perché alla fine l'amore c'è grazie alla chimica ed all'istinto che ci spinge verso la persona che riteniamo più adatta alla riproduzione.
    Lo so che se si guarda l'amore da questo punto di vista non è molto bello, ma è così.

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  3. Ci sono tante coppie felici e che non vogliono figli, ormai non credo che l'amore sia così strettamente associato allo spirito di sopravvivenza legato alla riproduzione. Comunque hai ragione che ci si mette un attimo a farsi coinvolgere... quando ho detto a un mio amico che con le relazioni io tento sempre di andarci molto piano lui mi ha risposto "ti sbagli, buttati, tanto vale mettersi in gioco, perchè tanto ti innamori comunque se ti piace".

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