lunedì 31 dicembre 2012

Propositi per il 2013.

Anche quest'anno è arrivato il momento di stendere la lista degli obiettivi per il 2013. Tutti propositi, che come tutti gli anni, verranno disattesi.
- perdere 5 kg (anche perchè mia mamma mi ha detto che se li perdo mi regala un suo vestito che è il mio preferito. Sì, mia mamma mi dà questi incentivi per rimettermi in forma ahahah).
- comprare un I-phone (che, per quanto possa essere caro, è comunque più fattibile che perdere i 5 kg)
- trovare l'amore e fidanzarmi (proposito che c'era anche l'anno scorso nella mia lista, ma che evidentemente non è andato a buon fine)
- impegnarmi all'università e studiare giorno per giorno (perchè ancora mi illudo di poter fare certe cazzate? ahahahahah)
- fare una vacanza con le mie migliori amiche, magari a Barcellona
- fare qualcos'altro tra le cose che avevo scritto nella lista di cose da fare prima di morire: http://theblondmind.blogspot.it/2012/10/le-cose-da-fare-prima-di-morire.html
- andare in palestra o in piscina. Non ho detto "iscrivermi in palestra o piscina" come l'anno scorso, perchè io in effetti in piscina mi ci sono iscritta. Ma non ci sono più andata.

Auguro a tutti un felice 2013 :-)

domenica 30 dicembre 2012

Come i Greci dividono la giornata.


Quando io e Giada eravamo a Rodi avevamo una guida greca di nome Anastasia, sulla sessantina, che aveva vissuto in Italia per tanti anni e che ci ha raccontato di aver avuto diversi mariti.
Secondo lei (e secondo un po' tutti i greci a quanto ci ha detto, che sono un po' considerati i "terroni" dell'Europa) la giornata va divisa in questo modo:
- 8 ore di riposo
- 8 ore di lavoro
- 8 ore di divertimento

Not, bad, not bad.

sabato 29 dicembre 2012

L'ispirazione - shopping.

Oggi ho voglia di fare shopping, shopping e nient'altro proprio. Voglio comprare qualcosa per l'ultimo dell'anno. Anche perchè bisogna festeggiare, suvvia: ieri ho preso la borsa di studio dal Comune per i risultati conseguiti alla maturità. Yeeee!
Avevo pensato di prendere una minigonna con le paillettes e metterci sopra una maglietta semplice nera, scarpe col tacco e via. Oppure un vestitino? Boh, vedrò. Vi farò sapere. Anche se spesso quello che compro per un'occasione poi non lo metto per quell'occasione, ma in altre circostanze. Come quando le mie amiche mi chiedono: "cosa metti sabato sera?!". Ma che ne so? Io devo essere colta dall'ispirazione dei cinque minuti prima di uscire.

venerdì 28 dicembre 2012

Midnight in Paris.

In questi giorni sto guardando un sacco di film (anche 3 al giorno, sì sono fuori di testa!). Uno di questi è stato Midnight in Paris. Me l'avevano descritto come un grandissimo capolavoro di Woody Allen. Ok, è molto carino, ma non mi ha lasciato senza parole. Ciò che più mi è piaciuto è il fatto che il protagonista, un po' come tutti noi, non sia soddisfatto dell'epoca in cui vive e gli viene regalata la possibilità di tornare indietro nella Parigi dei primi anni del Novecento, incontrando i grandi artisti di quel periodo. L'idea è molto originale, ma se la curiosità dello spettatore fosse stata catturata di più (con una storia d'amore un po' più strutturata?), l'avrei apprezzato meglio. Quanto mi piacerebbe tornare in quegli stessi anni in cui è stato catapultato il protagonista, tra gli artisti delle Avanguardie, il Charleston...

Bei ricordi del 2012.

Il meglio di questo 2012 per me...
- quando siamo andati ad Amsterdam, sapevamo che sarebbe stato il nostro ultimo viaggio tutti insieme e ce lo siamo gustato fino in fondo. Quante sberle in fronte che ci siamo presi con lo "schultz". Ed ho ancora l'immagine del mio blog che me lo ricorda ogni giorno. Quando passava un bel ragazzo urlavamo "giallo". Abbiamo mangiato tutti i giorni la pizza in ristoranti italiani perchè dal primo giorno abbiamo capito che il cibo olandese non ci piaceva, con le sue patate che più che patate con la paprika erano paprika con le patate e con quei brodi slavatini e pieni di dado.
- la maturità. Che è stata un parto, diciamocelo. Avete presente quando Leopardi parla della teoria della rimembranza? Dice che i ricordi diventano meno dolorosi con il tempo. La maturità fa al caso nostro. Un peso enorme. Non passava più. Ma appena finito il colloquio orale era come se già mi fossi dimenticata di tutte le fatiche che avevo affrontato, ed erano rimasti solo i bei ricordi, nella mia taverna a studiare con i miei compagni di classe perchè da soli ci distraevamo. Ho ancora una foto sul cellulare di Genti sul divano con una faccia stravolta e che implora pietà.
- Il viaggio a Rodi con Giada. Che bello, che posti, che divertimento, ci tornerei anche in questo esatto momento. Eravamo solo in due e temevamo di trovarci un po' spaesate. Invece gli animatori ci hanno immediatamente accolto tra loro, uscivamo con loro, andavamo a ballare con loro. Quella domenica poi che siamo andati con Alessio a Faliraki su quella spiaggia così bollente che ci siamo ustionati i piedi. Abbiamo ballato tutto il pomeriggio e poi la sera siamo andati a mangiare una pizza anche con Daniele e un'altra ragazza. Dopo 5 giorni finalmente cibo italiano, in un ristorante italiano con la cameriera bergamasca! Secondo me Giada si vergognava di me quando mi vedeva fare la napoletana a tirare sui prezzi ahahahah "lascia fare a me!".
- Che emozione quando ho fatto il test per entrare ad architettura. Sono stata fortunata perchè ero nella stessa aula di Nadia e Erika, poichè siamo nate a distanza di pochi giorni l'una dall'altra. So che quel giorno la mia mente era solo piena d'ansia e proiettata verso il futuro. Pensavo solo "devo passare questo test perchè è quello che voglio fare nella vita".
- Poi c'è l'avventura chiamata università. Ho conosciuto un sacco di persone belle. Più di tutti tra i miei compagni di corso ho fatto amicizia con Giulia, Marco e Gianfranco. Il martedì è il nostro giorno. Siamo vicini di banco e ridiamo, ridiamo, ridiamo, penso di non essermi mai fatta risate come quelle che mi sto facendo all'università. Un giorno mi son girata verso il fondo della classe e ho visto che i ragazzi dietro di me ridevano vedendo me ridere in quel modo ahahahah

Certo, le parti tristi del 2012 non sono mancate, ma oggi ho preferito ricordarmi solo di quelle belle :-)

I diversi tipi di post.

Psicanalizzandomi rileggendo un po' di post del mio blog posso dire che ce ne sono di diversi tipi:
- ho delle fasi terribilmente romantiche, da far venire il diabete all'istante, che normalmente coincidono con giorni interi passati sul divano a guardare film d'amore strappalacrime.
- ho delle fasi "stupidera", come le chiamerebbe mia nonna, in cui sparo cazzate a go-go.
- ho delle fasi apatia, in cui non racconto un bel niente, solo quello che mi succede, ma senza un particolare coinvolgimento, che a loro volta coincidono con i periodi in cui sono stressata, con troppe cose da fare e con troppo poco tempo.
- poi ci sono dei post normali, da persona normale. Credo siano 2 o 3 su più di 100 pubblicati.

giovedì 27 dicembre 2012

I love you.

Mi sono sempre chiesta come mai in inglese "ti voglio bene" e "ti amo" non siano distinte, ma entrambe condensate nell'unica espressione "I love you". Questo vuol dire che non ne percepiscono la differenza? Loro non si pongono il problema del momento in cui l'affetto è passato dall'essere tale all'essere amore?
Mettiamo che ci sono due amici. Uno dei due è innamorato dell'altro. Può dire all'altro di amarlo senza dirglielo. Gli dice "I love you", ma in quelle tre paroline c'è molto di più di quanto l'altro possa pensare, e tuttavia solo lui sa cosa intende quando gli dice così.

Lui

Ci pensi mai? Puoi andare con tutti i ragazzi che vuoi, ma alla fine l'uomo della tua vita sarà solo uno.

mercoledì 26 dicembre 2012

Il mio Natale.

Ieri sono venuti a festeggiare il Natale da noi i miei zii e le mie due uniche cugine. Abbiamo un po' esagerato con il cibo e, nonostante mia zia si lamentasse del fatto che la crema al mascarpone di mia cugina fosse troppo liquida, penso sia stata la cosa più superba di tutto il pranzo. L'abbiamo messa sul panettone, dentro il caffè, e io l'avrei messa pure sulle patate e sulle lasagne, se solo mia mamma non si fosse opposta. Dopo pranzo io, Chiara e Serena ci siamo messe in sala con phon  piastra per fare i boccoli a me e con la musica a palla. Un amore comune a me e mia cugina, infatti, sono i cari vecchi Articolo 31. Ci siamo chieste che cosa dicesse l'articolo 31 della Costituzione italiano, da cui (pensavamo) hanno preso il nome. Invece... "Articolo 31, dall'articolo della Costituzione irlandese che sancisce la libertà di espressione e di parola sui media ed inoltre riguarda la protezione delle famiglie e dei minori. Hanno scelto la costituzione irlandese perchè consigliato da un prof universitario e perchè ad Ax piace la birra irlandese".
Io e Serena ci siamo messe a cantare a squarciagola la Canzone del Dito e a ballarla mostrando il nostro perfetto dito medio.
La sera, poi, sono andata al Sunset, per concludere in bellezza e divertimento il Natale di quest'anno. Francesca, una dei barman, ha cantato dal vivo quattro canzoni, mostrando una voce meravigliosa. E ho capito che al Sunset ognuno di noi ha un compito specifico, è vero, ma sappiamo dare anche molto di più in altri ambiti. Un applauso a noi!!!

Futuri architetti.

Quando sono all'università mi guardo intorno e tante volte penso: in tanti hanno continuato a ripetermi di non intraprendere questo percorso perchè non troverò lavoro, ma è mai possibile che io e tutti quelli che ci sono qui dentro sono dei cretini? Cavolo, forse ci crediamo davvero, condividiamo la stessa passione e lavoriamo per realizzare il nostro sogno. Prima o poi raggiungeremo pur qualche risultato.

martedì 25 dicembre 2012

La spugna consumata.

Hai presente quando ti abitui a qualcosa che, anche se è sbagliato dopo un po' ti va bene? 
Come quando usi una spugna vecchia. Ma che in fondo finisce di piacerti anche tutta consumata. Quando ne prendi una nuova, ti sembra sbagliata perchè troppo "perfetta". 
E' come quando torni single dopo un po', e all'inizio sei spaesata, ti senti sbagliata e a disagio, ma è solo un modo diverso di sentire una situazione più giusta per te in quel momento. Ti ci devi solo abituare.

lunedì 24 dicembre 2012

Natale che arriva...

Quest'anno, tra una cosa e l'altra, non mi sono neanche resa conto che il Natale stava arrivando, se non fosse stato per le lucine di qui e gli alberi addobbati di là. E' perchè a volte siamo troppo presi dalla quotidianità che non ci accorgiamo dello "straordinario". E intendo straordinario proprio nel significato etimologico del termine, ovvero ciò che è fuori dall'ordinario. Quando ero più piccola aspettavo con ansia il momento in cui si faceva l'albero di Natale tutti insieme e mi ricordo di un anno che i miei l'avevano fatto quando io ero da mia nonna: mi ero arrabbiata tantissimo. Cantavo "oh, Christmas tree", storpiando non poco il testo, che avevo imparato tipo in terza elementare. Quest'anno addirittura abbiamo fatto l'albero di Natale separati: io ho portato su dalla cantina l'albero e l'ho montato, mio papà e mio fratello hanno messo le luci e mia mamma gli addobbi. Lo scorso Natale l'abbiamo addirittura passato separati: io e mia mamma qui perchè mia nonna Lina era stata operata, mio papà e Davide a Napoli perchè nonna Rita non stava bene e non volevano lasciar sola neppure lei. 
Che tristezza così...
Vorrei un Natale tutti insieme come quello che passammo due o tre anni fa a giocare felici.

domenica 23 dicembre 2012

Ogni giorno bisogna essere innamorati.

Il segreto per essere felici è essere sempre innamorati.
Non c'è bisogno per forza di essere innamorati di una persona. Puoi anche innamorarti del tuo lavoro, di un tuo animale domestico, del tuo modo di vestire, del tuo nuovo taglio di capelli. Un giorno ti svegli e ti innamori delle tende di casa tua e senti le farfalle nello stomaco perchè un giallo così bello non l'hai mai visto da nessuna parte. Ti innamori delle persone con cui passi del tempo insieme, magari al lavoro, magari all'università. Quando poi loro fanno lo stesso con te sei in Paradiso, ma non ti aspetti nè il loro messaggio del buongiorno nè quello della buonanotte, nè pensi di essere l'unica persona nei loro pensieri, ma li guardi e sorridi perchè sei talmente felice di averli conosciuti! Ti innamori della strada che fai per andare all'università, o di quella recente abitudine del venerdì di andare a fare colazione con Giorgio, Marco, Erika, Enrico. Ti puoi anche innamorare della pasta con zucca e pancetta che ti fa mamma. E quando poi te la fa senza dirtelo, per farti una sorpresa, te la gusti ancora di più. Ti innamori della bilancia che ti sta dicendo che hai perso due kg, anche se nei mesi precedenti ne hai messi 4. Ami quando un amico passa a salutarti senza avvisarti ed era molto tempo che non si faceva sentire. Innamorati di te stesso, perchè dovrai averci a che fare per il resto della tua vita. Ti innamori delle novità. Io davvero quando ho una novità che irrompe nella mia vita mi sento come innamorata, proprio quando senti quella cosa allo stomaco. E questa è la dimostrazione che non c'è necessariamente bisogno di un ragazzo da amare per essere innamorati, e soprattutto per essere felici.

sabato 22 dicembre 2012

Attesa delle vacanze di Natale (?).

Gli anni scorsi da novembre non vedevo l'ora che arrivassero le vacanze di Natale perchè ero stremata tra verifiche, interrogazioni, anzi mi scocciava anche solo alzarmi la mattina! Quest'anno invece sarà forse perchè l'università è cominciata a ottobre inoltrato e sarà perchè mi piace tanto quello che sto studiando, ma proprio mi dispiace che ci siano di mezzo queste due o tre settimane di vacanze. Oggi sono andata alla festa della mia vecchia scuola e ho rivisto Sabrina, una ragazza che è ora in quinta. Mi sono rivista in lei, con le stesse ansie e paure che avevo io un anno fa pensando all'esame di stato e con quella voglia infinita di finire il liceo per andare all'università. All'università è tutto diverso. Poi mi diverto da morire, non mi pesa andarci, non mi pesa fare i modellini, anzi è uno spasso. Ieri stavamo montando il modellino del Pantheon. Io con la colla calda in mano e Marco e Giulia che posizionavano il cartone vegetale. Nel sollevare la colla a caldo ne è andata un goccino sulla base e Marco, preso dall'istinto di sopravvivenza del modellino, l'ha tirato su con il dito ed è poi corso per la stanza tenendosi il dito fumante. Ahahahahahahahahaahah come può non dispiacermi che per 15 giorni non vado in università?

Ho quattro vite.

In questo periodo mi sento come se avessi quattro vite.
La vita in cui credo di star più tempo è quella di Sharon all'università. Lì ho conosciuto un sacco di (belle) persone nuove e mi conoscono come quella che ride sempre e quando ride le scendono le lacrime, quella che ci mette (cronometrati) 35 minuti per mangiare una piadina e 5 minuti per mangiare un mandarino, quella che commenta tutti i ragazzi.
La seconda vita è quella di me sul treno. Lì incontro persone con cui non passo molto tempo in università, al massimo li vedo di sfuggita, ma inevitabilmente ora li ho conosciuti meglio perchè avendo gli stessi orari ci passo molto tempo insieme. Ho imparato a sfruttare il mio tempo, ma ho anche imparato a "perderne". Prima era proprio una cosa che scocciava se dovevo aspettare il treno anche solo per 10 minuti, ora invece pur di fare il viaggio con loro, anche se finisco prima mi metto a studiare in biblioteca per aspettarli.
La mia vita al Sunset (discoteca dove faccio le foto il sabato). Credo ancora di non essere uscita come quella che sono veramente. Forse perchè è difficile inserirsi in un gruppo già collaudato, quindi sto ancora un pochino sulle mie, però negli ultimi due sabati la mia personalità è uscita molto di più e spero che anche loro mi apprezzino per quella che sono.
Poi c'è la mia vita a casa che non è cambiata rispetto a quella degli anni passati. Diciamo che è ciò che mi rimane della mia vecchia vita: sono, oltre alla famiglia, gli amici che ho da anni.
Non saprei quale di queste vite preferisco perchè di tutte c'è qualcosa che mi piace: per esempio degli amici di sempre so che non c'è bisogno di molte spiegazioni quando devo raccontare loro qualcosa perchè già mi conoscono, sanno i miei trascorsi e sanno il perchè di certe scelte che faccio ancora prima che io le compia! So che se ho bisogno di un "flusso di coscienza", come li chiamiamo noi, mi ascoltano con occhi, orecchie, tutto. Invece, è ovvio che con i nuovi amici ancora ci stiamo conoscendo, anche se con alcuni di loro mi sono aperta molto. Con i compagni di università e di viaggio mi sto divertendo tantissimo, per esempio, così come al Sunset.
Vorrei continuare ad avere queste quattro vite per sempre...

mercoledì 19 dicembre 2012

Messaggio in Centrale.

Oggi io Erika e Marco siamo andati a prendere il treno nella stazione di Milano Centrale, anzichè a Lambrate così da poterci almeno sedere e da stare tutti e tre vicini. A parte il fatto che a volte siamo così di fretta che neanche ci accorgiamo delle bellezze che ci circondano. E la stazione Centrale è una di queste.
Comunque sia c'era un mega abete, sul quale molti bigliettini erano appesi. Incuriosita, mi sono avvicinata per leggerne qualcuno e quello che più mi è rimasto impresso è stato "Non possiamo firmarci perchè siamo due amanti, ma Buon Natale".
Io ho scritto "Basta poco per essere felici! Merry Christmas. Sharon". Chissà se qualcuno lo leggerà... L'ho fatto appendere a Marco così era staccato dagli altri e più visibile, ma forse proprio perchè è stato appeso così in alto non lo cagerà nessuno. Va beh, amen.

lunedì 17 dicembre 2012

L'anonimato.

A volte mi dispiace aver reso nota la mia identità su questo blog alle persone che conosco. In fatti un questo modo in quello che scrivo c'è sempre un velo di censura. Soprattutto questo accade quando vorrei sbilanciarmi sulle mie emozioni. Nell'ultimo periodo mi sono resa conto di essere andata molto oltre rispetto a quanto avrei mai pensato, mi sono aperta parecchio! Tuttavia, c'è una questione di cui vorrei tanto parlare, ma non posso... se Lui leggesse? e si rendesse conto di essere l'oggetto della mia discussione sul blog? No, non sarebbe piacevole. Ma... To be continued.

domenica 16 dicembre 2012

Ragazzi piacevoli ma piacioni.

C'è che proprio non riesco a capire i ragazzi che ci provano con altre pur essendo fidanzati! Che necessità hanno? Forse la necessità della conquista, di provare a se stessi che sono sempre tanto attraenti quanto lo erano prima di fidanzarsi.
Ieri sera un ragazzo ha fatto il carino con me (e non era la prima volta). Dopo cinque minuti lo vedo con un'altra ragazza in atteggiamenti che mi hanno fatto intendere che erano insieme. Da una parte ci sono rimasta male perchè non mi va di essere trattata come un oggettino che tieni due minuti e poi lo sostituisci. Dall'altra parte mi ha fatto parecchio pena.

P.S. confesso però che, portando lui il profumo di Abercrombie, che ho riconosciuto quando quasi ancor non era entrato nel locale, ho dovuto far violenza su me stessa per non saltargli addosso.

sabato 15 dicembre 2012

Sintomi pre-esame.

Le nostre emozioni prima del nostro primo esame sono state filmate. E per la mia e quella di altri reputazione spero che non venga caricato da nessuna parte. Sta di fatto che io avevo in mano un quaderno con delle fotocopie, che ho cominciato a sfogliare ossessivo-compulsivamente, finchè non mi sono cadute tutte nell'atrio di fronte a una quindicina di persone che mi guardavano allibita. A quel punto, mi sono alzata, le ho calpestate, e lo sguardo della gente temo si facesse più compassionevole della serie "ah, poverina, non è normale". Giulia, seduta, oscillava avanti e indietro muovendo le labbra e sussurrando qualcosa, non so se a noi o a qualche entità superiore pregandolo di salvarla. Marco lamentava un forte senso di nausea per lo stress, allora gli ho preso la testa e gliel'ho piegata in avanti per agevolarlo nel vomitare. Arriva Gianfranco e gli dico "oggi è Santa Lucia" e lui "oh, marò, Santa Lucia, aiutaci tu, ti supplico, prega per noi, guarda giùùù!". "Gian, è la santa cieca". "Solo la santa cieca ci mancava!!!!". Ahahahahahahah

venerdì 14 dicembre 2012

Breve aggiornamento.

In questo periodo sono abbastanza serena, la mia vita è un po' monotona, ma mi piace (cioè non mi piace il fatto che sia monotona, mi piace la mia vita, intendo). Ieri ho fatto il mio primo esame (che poi non era un vero e proprio esame, ma a quanto pare solo una simulazione) e poi sono andata in centro. Per festeggiare il fatto che avessi fatto l'esame e che il mio blog ha raggiunto 10mila visite mi sono regalata una maglietta beige con degli inserti in pelle, è bellissima! 
Per quanto riguarda i miei capelli, come chi legge assiduamente questo blog sa, avevo fatto i colpi di sole rossi, ma ora ogni volta che li lavo diventano sempre più biondi. Della serie che quando una è bionda dentro, prima o poi lo ritorna pur non volendolo. (questa me la segno)

giovedì 13 dicembre 2012

Feelings in Milan - Emozioni a Milano

Oggi dopo aver fatto un esame parziale sono andata in centro. E mi è venuto quasi da piangere. Non un piangere perché fossi triste, ma perché ero emozionata. C'erano delle bancarelle rosse, delle musichette di Natale in sottofondo, di fronte alla Rinascente sentivo la base di Someone like you al pianoforte, tutto era addobbato per Natale, mi è piaciuto l'albero davanti al Duomo, c'erano lucine, gente che andava e veniva, i negozi, il cielo che mano a mano si faceva sempre più scuro, e il profumo della neve che stava arrivando.
Mi è piaciuto, grazie Milano.

Today after taking a mid-term exam I went to the city center. I almost started crying. Not crying because I was sad, but because I was excited. There were christmas carols, red stands, in front of La Rinascente I could hear Someone like you played with the piano, everything has been prepared for Christmas, I liked the tree in front of Duomo, there were lights, people coming and going, shops, the sky that was getting darker and darker, the smell of the coming snow...
I loved it, thanks Milan.

lunedì 10 dicembre 2012

Diecimila visite!!!

Oggi Lunedì 10 Dicembre 2012 sono lieta di comunicarvi che il mio blog The Blonde Mind ha superato le 10mila visite!!! :-)
Grazie a tutti quelli che mi stanno seguendo da tre mesi a questa parte <3

domenica 9 dicembre 2012

Foto stupide con gente sconosciuta.

Ieri sera sono andata a fare le foto al Sunset. Lì ho incontrato Danilo, con un amico di nome Matteo, che non conoscevo prima di ieri. Mi hanno chiesto se potevo far loro delle foto in giro per il locale con persone a caso. Come potevo rifiutare? Così li ho seguiti per una decina di minuti. Davvero prendevano gente a caso, la abbracciavano, facevano le facce da stupidi, Matteo addirittura si metteva le dita nel naso, incrociava gli occhi, ha messo la lingua nell'orecchio di un tipo! Ahahahahahah Mi hanno fatto ridere tantissimo, e ho riso un sacco anche oggi mentre le caricavo su Facebook. Ora so che foto guardare quando sono triste :)

Il profumo della tentazione.

C'è una cosa cui proprio non riesco a resistere. Si tratta del profumo di Abercrombie. Un giorno Davide, un mio compagno di università, è arrivato in aula e mi è arrivata una vampata di quel delizioso profumo. Si è seduto davanti a me e quando ad un certo punto si è girato e mi ha visto annusargli il collo credo mi abbia preso per pazza. Anche venerdì sera c'era un ragazzo al Sunset con quel profumo. Appena l'ho sentito ho esclamato "è Abercrombie!" e lui mi ha avvicinato la felpa al naso chiedendomi se fosse il suo. Era il suo! Gnam, l'avrei mangiatoooo.
Quasi quasi lo compro per me così almeno evito di tentare di saltare addosso a chiunque si avvicini a me con quel profumo!

sabato 8 dicembre 2012

Il mistero del filo dell'I-Pod.

So che oggi non avrei dovuto far altro che rinchiudermi in una stanza a studiare urban planning per l'imminente esame, ma dopo pranzo ho deciso che avrei fatto l'albero di Natale. Allora sono andata in cantina a recuperare tutto il materiale e con una fatica immensa l'ho portato ben (non al piano terra!) al primo piano. Con il fiatone, ho aperto la scatola dove sono contenuti i vari (infiniti e indistinguibili) pezzi dell'albero di Natale. Ma la prima cosa che mi è saltata all'occhio qual è stata? Che trionfante su tutti i quei pezzi stava il mio filo per collegare l'I-Pod al computer, che io - disperata - stavo cercando da un anno. Ora il dubbio è: come ci è finito lì dentro?!

venerdì 7 dicembre 2012

Neve ed effetti collaterali.

Cominciano a cadere i primi fiocchi di neve e la gente comincia a parlarne su facebook.
Una percentuale di persone è la prima che scrive stati del tipo "nevicaaa" o "finalmente è arrivata la neve" o "benvenuta neve" o "che romantica la neve".
Poi ci sono quelli che rispondo con i loro commenti scocciati e si lamentano perchè tutti scrivono stati sulla neve. Ma questi ultimi sono moltissimi e così facendo si conformano alla massa anzichè (come pensano loro) essere gli anticonformisti di turno.
A loro volta quindi esistono quelli che si lamentano di quelli che si lamentano degli stati sulla neve! E così a non finire entriamo in un girone infernale senza più capo né coda!
Ma io, che vi devo dire?, amo la neve. Ora sì che siamo in inverno :)

giovedì 6 dicembre 2012

Giornata assurda part 47205629250.

Oggi ennesima giornata assurda dall'inizio di questo anno accademico.
Esco di casa un'ora prima di prendere il treno perchè mio papà doveva essere in ufficio alle 8, mentre il mio treno era a un quarto alle 9. Considerate le temperature siberiane, mi rifugio nel suo ufficio prima di andare a prendere il treno e mi metto a pulire il (lurido) computer di mio fratello. Salgo sul treno. Carrozza completamente gelida perchè non andava il riscaldamento. I sedili eran di pelle. Appena appoggio le mie dolci chiappette sul sedile scatto in piedi e urlo "ma mi si gela il sedere!" facendo una figura di merda memorabile con gli spettatori. Scendo a Lambrate e Giorgio, uno dei miei compagni di viaggio, propone di andare a bere qualcosa di caldo, considerato che eravamo tutti congelati. Prendo un caffè. Quando è stato il momento di pagare mi rendo conto che nella mia borsa non c'è il portafogli. Mi son sentita mancare. Il dubbio era: l'ho lasciato a casa o l'ho perso sul treno o me l'hanno rubato (avevo dentro, oltre che dei soldi, tipo tutta la mia vita! carta d'identità, patente, Policard, tutto!)?!?! Chiamo immediatamente mia mamma. Dopo una decina di minuti mi rassicura dicendomi che l'avevo lasciato sul tavolo. Il problema era che non avevo con me neanche un centesimo e neanche l'abbonamento per tornare a casa in treno. Va beh, ho pensato, troverò una soluzione durante la giornata. 
Arrivo in università. Non dovevo andare a lezione, ma in biblioteca a studiare. Quando arrivo di fronte alla biblioteca mi rendo conto che senza Policard non posso entrare. Allora gentilmente ho spiegato la situazione alla ragazza all'ingresso, dicendole che le avrei dato codice persona, matricola e password per dimostrare che ero una studentessa del Politecnico, è ovvio che quelli non potevo inventarmeli! Mi ha negato l'ingresso. Troia! Mi veniva da scoppiarle a piangere in faccia. Giulia nel frattempo mi aveva scritto che Marco mi stava raggiungendo. Le ho risposto "non mi fanno entrare senza Policard, ciao vado a suicidarmi". Alla fin delle finite son riuscita ad entrare. Ma non vi dico con quale losco metodo.
Unica consolazione, dopo aver elemosinato 40 cent, ho selezionato alle macchinette un pacchetto di croccantelle e me ne sono scesi due. Anche una cazzata così sembra una botta di culo dopo le precedenti sfighe. Della serie che tutto è relativo!

mercoledì 5 dicembre 2012

Per una volta non sono io a far figuracce.

Oggi sono andata in biblioteca al Politecnico. Dovete sapere che solo chi ha la Policard, che sarebbe la tessera del Politecnico, può entrarci. Devi strisciarla all'ingresso e così passi dalle sbarre che ruotano (di cui ignoro il nome). Entra Giulia, entro io, dietro di noi c'erano Gianfranco e Valeria. Gianfranco, dopo che gli dico dove mettere la tessera, passa, mentre Valeria non era mai venuta in biblioteca e, dato che l'ho vista in difficoltà, sono tornata verso di lei, ho preso la sua Policard e gliel'ho passata io. A quel punto si alza un tipo e ci fa "eh no eh ragazzi, non va bene, che state facendo?!". Io avevo ancora in mano la Policard di Valeria e gli faccio "dunque questa è la Policard di Valeria (ridandogliela, poi ho preso il mio portafogli e ho tirato fuori la mia), che non sapeva come entrare. Mentre questa è la mia. Che problema c'è?". "Ah allora niente". Pensava che io per tutti avessi passato la mia Policard! Hai fatto la figura di merda? Bene, tornatene seduto, coglione.

lunedì 3 dicembre 2012

La legge dell'attrazione.

La legge dell'attrazione, a discapito del nome, non c'entra niente con l'attrazione sessuale che potremmo provare nei confronti di una persona. 
Me ne aveva parlato un ragazzo un po' più grande di me, un paio di anni fa. Semplicemente consiste in questo: se pensi intensamente a qualcuno per un certo periodo di tempo, succederà che vedrai quella persona. Oppure se vuoi assolutamente che qualcosa accada e ci credi davvero questa cosa succederà. Ma non devi pensarla al negativo altrimenti non funziona: per esempio se hai paura che la tu ragazza ti tradisca non devi continuare a pensare "speriamo che non mi tradisca" altrimenti ti tradisce davvero! O se hai paura di fare un incidente lo farai, quindi occhio...
Questo è uno dei motivi per cui dovremmo sempre essere ottimisti in quello che facciamo e che pensiamo ogni giorno. Viva la legge dell'attrazione.

domenica 2 dicembre 2012

Divertirsi lavorando


Il mio obiettivo è quello di fare un lavoro che non mi pesi e che quindi io non consideri neanche un lavoro. E' una grande soddisfazione essere pagati per quello che ci piace fare perchè le cose che fai con passione le fai meglio! Ciò che più mi piacerebbe fare sarebbe:
- cantare, ballare e recitare (musical?)
- fare l'architetto
- fare la fotografa
- scrivere

Bene, il penultimo lo sto già facendo. Ne sono felicissima, anche se so di non essere una professionista. Fare la fotografa in discoteca vuol dire che sono le persone stesse che ti chiedono di fargli una foto, mentre normalmente se cerco di fotografare qualche mio amico, scappano tutti! Lì sono loro che te la chiedono, capite?! E quando gliela fai vedere e apprezzano il tuo lavoro mi rendono così orgogliosa!
L'architetto tra qualche anno dovrebbe diventare la mia prima professione.
Per gli altri... si vedrà, ma ci sto lavorando :)

sabato 1 dicembre 2012

La paura del giudizio.

A volte penso che non avrei voluto rendere pubblico che sono io che scrivo questo blog. Comunque ci sto scrivendo quello che voglio, ma forse non proprio in toto. Un buon 20% devo censurarlo. Ho pure dei post pronti da settimane per essere pubblicati, ma che invece tengo per me.
Si tratta della paura di essere giudicati. E' una paura che nasce sin da bambini, da quando cominci all'asilo e a casa  ad essere giudicato per il tuo comportamento nei confronti di persone e cose, per i tuoi primi disegni. Poi vai a scuola e non solo ti giudicano a parole, ti giudicano pure con un voto scritto sul registro, che rimarrà per sempre lì impresso! E studiare vuol dire apprendere nozioni al fine di ottenere un voto alto, non vuol dire studiare perchè mi piace e perchè voglio acculturarmi, conoscere il più possibile. E' così triste. 
Vai all'università e, sì, hai una certa libertà i più perchè quantomeno sei tu a decidere quando sostenere un esame. Ma ancora vieni giudicato. Ma, in fondo, quanto conterà il voto che avremo scritto sulla carta? Io mi sono sempre impegnata per avere voti alti per far contenta me stessa e non solo (e continuerò a farlo), ma ciò che veramente conta è ciò che sappiamo e ciò che sappiamo mettere in pratica!

venerdì 30 novembre 2012

La settimana ideale.

La mia settimana ideale sarebbe questa:
lunedì mattina: dormire
lunedì pomeriggio: università + aperitivo
martedì: università tutto il giorno
martedì sera: danza
mercoledì: università
mercoledì sera: danza
giovedì: gita fuori porta
giovedì sera: danza
venerdì mattina: dormire
venerdì pomeriggio: studio
venerdì sera: uscire con le amiche
sabato mattina: dormire
sabato pomeriggio: shopping
sabato sera-notte: lavoro
domenica mattina: dormire
domenica pomeriggio: cinema + aperitivo
domenica sera: discoteca
lunedì mattina: dormire
e ricomincia

invece mi ritrovo in università molto di più e a dormire e divertirmi molto di meno.

giovedì 29 novembre 2012

Capelli rossi!

Oggi sono andata dalla parrucchiera. Di solito i parrucchieri non riescono mai a farti i capelli come li chiedi tu. Per me la loro è proprio una esigenza, forse hanno bisogno di metterci il proprio tocco personale. Peccato che non sia quello che il cliente ha richiesto! 
Però, dai, devo dire che questa volta sono soddisfatta. 

Ma abbiamo un problema.
Per la prima volta nella mia vita non sono più bionda: ho fatto i colpi di sole rossi! Non sono più "the blonde mind". Ma per tre motivi ho deciso di non cambiare il nome del blog:
1. perchè ci sono affezionata
2. perchè "the red mind" è tanto cacofonico
3. perchè "the red mind" sa troppo di blog porno.

Biblioteca.

Oggi e domani c'è lo sciopero dei treni e, onde evitare di dover rimanere a Milano, ho preferito starmene a casa e approfittarne per studiare. Ma il mio problema è che a casa mi distraggo tra musica, tv, computer, mamma, gatto e compagnia bella. Quindi mi sono recata in biblioteca a Rovato, dove ho apprezzato il silenzio assoluto e l'assenza di distrazioni. Sono stata lì circa tre ore, che è vero che non sono molte, ma sono riuscita a sfruttare tutte! Certo, la biblioteca centrale di Architettura è tutta un'altra cosa, ma quella di Rovato è più a portata di mano e ugualmente efficiente. Approved!

mercoledì 28 novembre 2012

Un amico è così.

Mi piace il fatto che riesca a dirmi tutta la verità. Se canto male mi dice "sembri a metà tra una bambina e una  spastica", se sono truccata bene mi dice "brava, oggi sei stata proprio brava a truccarti", se non lo sono "mi sembra che hai ricevuto due pugni in faccia". Avevo bisogno di una persona così. Mi dà consigli sinceri e se domani mi farò i capelli rossi all'appuntamento dalla parrucchiera è per seguire il suo consiglio.
Crede in me, nelle mie potenzialità e mi aiuta a svilupparle.
Ed è anche (sempre) pronto per farsi due risate e per farmi venire le lacrime agli occhi dal ridere. Tipo quando il prof chiede come possiamo commentare la cartina di una città, lui mi dice nell'orecchio con il suo tipico accento "che bei coloriiii".
Mi prende tutte le mie cose senza chiedermi il permesso o senza ringraziare, ma lo imparerà.
Mi fa ridere quando usa parole dotte e dimostra che "un albero" dovrebbe essere "uno albero", ma c'è stata la caduta della "o" e (l'ha detto troppo convinto!) l'aggiunta dell'apostrofo!
Mi scassa per farmi una chiamata in skype e quando dopo un'ora gli accetto la chiamata e gli chiedo cosa vuole mi risponde semplicemente che "aveva voglia di sentirmi". Perchè è vero, non per forza uno deve AVER BISOGNO di qualcuno, ma basta solo SENTIRE IL BISOGNO di sentire quel qualcuno a volte. 
E mi piace se mi chiede di stare a dormire con lui perchè so che lo fa con tutto il bene che solo un amico può volerti.

martedì 27 novembre 2012

Il bello della semplicità

A volte non ho bisogno di andare in discoteca o di fare chissà che cosa per stare bene. Ci sono giorni in cui mi basta un foglio e una matita, come è successo oggi, ci sono giorni in cui mi basta un'amica o un amico con cui fare una chiacchierata e due risate e una tazza di tisana sul tavolo; non servono chissà quali soldi per andare a mangiare chissà dove, a divertirsi chissà dove, a spendere chissà dove. Finalmente sono arrivata ad un punto in cui riesco ad apprezzare la semplicità di ciò che mi circonda e soprattutto di coloro che mi circondano.
Sono orgogliosa di me stessa.

domenica 25 novembre 2012

Vivere di inizi.

“Magari si vivesse solo di inizi. Di eccitazioni da prima volta, quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora.”

— N. Fabi.

Questa frase rappresenta esattamente il post che sto per scrivere. Quindi ho pensato di metterla in pole position per farvi capire la mia posizione.

Le prime uscite o le "non ancora uscite" sono i momenti più belli. L'uno non appartiene ancora all'altro. L'uno ancora non può far male all'altro, solo bene. C'hai quel sorriso che ti porti dietro tutto il giorno, l'euforia del "sto bene, non c'è un motivo". 
Secondo me le prime uscite sono il momento in cui siamo più innamorati, quando hai l'agitazione quando lo aspetti, quando non sai cosa metterti, quando l'adrenalina sale mentre vai da lui. Poi invece tutto diventa una abitudine, dai per scontato che lui sia al tuo fianco e lui fa lo stesso.
E se all'inizio ogni cazzatina rende felice all'ennesima potenza, pian piano ogni cazzatina che ti dà fastidio ti fa crollare la terra sotto i piedi. Sarebbe bello avere solo le prime uscite, per stare sempre bene.

sabato 24 novembre 2012

Sguardi.

Io andavo credo in prima o in seconda superiore. Lui era più grande di qualche anno. Un giorno lo stavo guardando, e lui si è girato verso di me e mi ha sorriso. E' stato bello. A volte uno sguardo fa molto di più che qualsiasi parola.
Quando ci siamo messi insieme qualche anno dopo non gli ho mai detto che io mi ricordavo di quel sorriso che mi aveva regalato tempo prima. Chissà se anche lui se ne ricordava ma come me era un ricordo che voleva tenere per sè.

venerdì 23 novembre 2012

P.S. I love you


"Stamattina mi sono svegliata convinta di accendere il cellulare e trovarci un suo messaggio. O una sua chiamata persa.
Sarà che stanotte ho sognato di nuovo i suoi occhi e le sue braccia che mi tenevano stretta e ho sperato che volesse stringermi sul serio.
Invece quando ho guardato il cellulare non c'era niente.
C'era solo il mio sorriso che si spegneva.
C'era solo il suo ricordo che tornava insistente.
E adesso è pomeriggio, e io ci sto ancora pensando da quando ho aperto gli occhi."


Dal film "P.S. I love you".

Tradimento

E' nata una discussione con dei miei amici. E' da considerare tradimento un bacio ad un'altra persona (anche con la lingua, si intende). Secondo G no. Lei perdonerebbe anche quello. L, invece, alla domanda "tu ci passeresti sopra" ha risposto: "sì, passerei sopra di lui, in macchina!" Ahahahaha e io sono perfettamente d'accordo con lei. Quando stai con una persona ci vuole rispetto
Poi ci siamo chiesti: e se il tuo partner ti tradisse con una persona dello stesso sesso? Secondo due di loro è assolutamente da considerare vero e proprio tradimento. Io, boh, ovvio che lo considero tradimento e lo mollerei, ma non riuscirei ad arrabbiarmi perchè in fondo quella persona gli ha dato qualcosa che io, in quanto donna, non sarò mai in grado di dargli (non intendo il culo ahahahahahahahahahahahah era un discorso un po' più filosofico, ma come sempre devo rovinare tutto). Vuol dire che ha bisogno di qualcosa di diverso da ciò che io potrei offrirgli, quindi "ciao", ma amici come prima. "Vuoi venire a far shopping con me, a proposito?!"

giovedì 22 novembre 2012

Bastard Maya

E se i Maya davvero avessero ragione? Io avrei meno di un mese per fare tutto quello che ho scritto nella "lista delle cose da fare prima di morire" (http://theblondmind.blogspot.it/2012/10/le-cose-da-fare-prima-di-morire.html). Ma non ho il tempo. Nè i soldi. Insomma, dovrei scegliere le cose che posso portare a termine. Voglio un figlio. ORA! Cazzo, no, ci dovevo pensare almeno nove mesi fa, o posso farmi impiantare un embrione già cresciuto di qualche mese?!
In questi ultimi pochi giorni poi sono particolarmente romantica. L'uomo della mia vita magari l'ho anche incontrato, il problema è che 1. lui non lo sa 2. forse non lo so nemmeno io 3. ho meno di un mese di tempo per portarlo a Las Vegas e sposarlo.
Il piercing alla lingua lo farei se non fosse che, se i Maya si fossero sbagliati, temo che adducendo la scusa di dover spuntare dalla mia lista delle cose da fare prima di morire ai miei genitori, non ne sarebbero comunque molto felici.

Bene, non mi resta che sperare che i Maya si siano sbagliati.
Ah, felice giorno del Ringraziamento!


And if the Maya were right? I would have less than one month to do what I wrote in the list of what to do before dying ((http://theblondmind.blogspot.it/2012/10/le-cose-da-fare-prima-di-morire.html). But I haven't got the time. And the money. So I should choose the things that I could complete. I want a child. NOW! Oh, shit, I should have cared of that nine month ago, or can I put in my stomach a some-month baby?!
In these last few days I am romantic. I might have already meet the man of my life, the problem is that 1. He doesn't know that 2. perhaps I don't know that, too 3. I have less than one month to bring him to Las Vegas and marry him.
I would do the piercing on my tongue, but - if the Maya were wrong - my parents would kill me in any case.

Well, I can't but hope that Maya were wrong to have more time.
Ah, Happy Thanksgiving Day

mercoledì 21 novembre 2012

I misteri del Politecnico

Il Politecnico di Milano è un labirinto.
Partendo da questo presupposto, quindi, già immaginatevi i primi giorni l'odissea prima di trovare le aule in cui ho lezione in questo semestre. Dell'aula V2 è stata per settimane un mistero quale fosse l'entrata "ufficiale" perchè noi l'unico ingresso che siamo stati in grado di trovare era tipo una porta con i maniglioni antipanico che poteva essere aperta solo dall'interno e si trovava dietro delle tende. Era ridicolo che ogni volta dovessimo bussare e come da Narnia (ma stavolta da dietro le tende e non attraverso un armadio, almeno quello...) spuntavamo dall'altra parte!
Un altro grande arcano che è stato svelato è questo. C'è un ingresso principale, dove c'è l'infopoint e in quella zona c'è un gruppo di edifici, poi si attraversa la strada e c'è un altro gruppo di edifici. Quando ero andata all'openday ero andata a mangiare da Mychef arrivando dall'ingresso principale. Uno dei primi giorni di scuola sono andata, sì, da Mychef, ma arrivando dall'altro gruppo di edifici, con una specie di sottopassaggio. Non sapevo se il Mychef in cui ero andata quel giorno era lo stesso in cui ero andata all'Openday. Solo dopo un po' ho capito che appunto il sottopassaggio era un sottopassaggio!!! E quindi passando sotto la strada portava agli edifici vicino l'ingresso. Che storia.
Poi ogni giorno scopro qualcosa di nuovo: oggi ho scoperto che dei... ehm, non saprei come definirli... sembrano quasi delle fotocopiatrici con dei grandi schermi. E comunque questi aggeggi non sono delle postazioni per prelevare con il Bancomat (come invece pensavo io), ma servono per salire sul proprio account personale del Politecnico. Ci sono rimasta quasi male.

martedì 20 novembre 2012

Perchè ci piace o meno un cibo?!

Stavo pensando... quando non ci piace un cibo, chissà che cosa nel nostro cervello ci fa dire che non ci piace! Chissà, inoltre, come mai certi cibi ad alcuni piacciono e ad alcuni, invece, no. Cioè un cibo se è buono lo dovrebbe essere per tutti, perchè invece ad alcuni potrebbe piacere o non piacere?
Ho esposto questo dubbio a mio papà. E lui mi ha risposto "Allora qualcosa nel tuo cervello non funziona: ti piace tutto".
Grazie papà.

lunedì 19 novembre 2012

Fuori di testa.

Stamattina mi sono sentita veramente un po' fuori.
Mi sono alzata e, come sempre, mi sono messa il pigiama. Sì perchè io dormo in reggiseno e slip e mi metto il pigiama solo per fare colazione. Poi sono andata in cartoleria e mi sono sentita una cretina nel chiedere "la riga parallela con i due buchi e il filo" quando le commesse non sapevano neanche cosa fosse! :(
In posta arriva un tipo che era identico ad Alessandro Preziosi, quello che sta con la Puccini. Ma era luiiii! Uguale! E ho detto a mia mamma che, chissà, magari nella vita di tutti i giorni veniva nel mio paese a lavorare in posta, poi prendeva l'aspettativa quando gli offrivano di recitare in un film; e che bravo, aveva anche un perfetto accento bresciano.
L'altro tizio della posta, invece, aveva la voce uguale a quella del prete del mio paese. Infatti quando parlava mi sembrava che stesse recitando l'omelìa.
Torno a casa e mi rendo conto che non ho comprato la riga parallela, quindi devo cercare una soluzione alternativa tipo scotcharla al tavolo come ho fatto fino a ieri, e mi rendo conto che il foglio lucido in formato A3 non basta per il lavoro che devo fare.
Forse era meglio se stamattina restavo a dormire.

sabato 17 novembre 2012

Segnali dal cielo...

Una volta stavo guardando un film. Era morta una persona e una bambina che stava assistendo al funerale ha chiesto "per favore, dammi un segnale che ancora ci sei da qualche parte e che ancora puoi sentirmi". Un petalo dei tantissimi fiori posati sulla bara si stacco e volò verso di lei. 
Oggi stavo strafogandomi di Nutella con il pan carrè, che penso sia una delle cose che mi piacciono di più al mondo. Ad un certo punto dietro di me, senza che io toccassi nulla, il sacchetto del pan carrè è caduto dal ripiano della cucina!!! Ho pensato che fosse un segnale dal cielo, per comunicarmi che forse mi stavo solo facendo del male ingozzandomi di Nutella, allora mi sono voltata a dare uno sguardo al sacchetto per terra.
Poi mi sono rigirata per continuare a gustarmi la mia merenda.

venerdì 16 novembre 2012

Is it better to change?

I usually love changes. For example I am very happy for starting university because I meet a lot of new people every day. Or I like having new hobbies. Or changing my way of dressing according to my mood.
But there is one change that it's difficult for me to be accepted. And it is when I cut my hair! Yesterday I was thinking that if my hair always grew healthy and shining I would never cut it. At least once in the future I would love to have it veeeery long, much more than now. 
And a friend of mine would like me to dye it: red should me my color according to him. But again I am afraid of changing. Last year I wanted it to become darker, but at the end I didn't have the courage to change! :(
Two years ago at high school a friend of mine had cut her hair really A LOT (they were, and they still are, not more than 5 centimeters) and our English teacher asked her the reason of her new haircut. The answer was "It's better to change". So the teacher took the opportunity (following her piece of advice) to change the classmate sitting next to her (her best friend) because they used to talk too much! Ahahahah

So... What shall I do?

mercoledì 14 novembre 2012

Incendio: l'ingegnere, il fisico, il matematico.

Questa me l'ha raccontata un amico fisico.

Ci sono un matematico, un ingegnere e un fisico su tre piani diversi di un palazzo.
Scoppia un incendio. A piano terra c'è l'ingegnere, vede che c'è un bottone da premere in caso di emergenza e lo preme. Nel frattempo l'incendio si è propagato al secondo piano, dove c'è il fisico, che vede l'estintore e spegne le fiamme. Ma l'incendio era già giunto al terzo piano, dove si trovava il matematico. Che vede l'estintore, vede il pulsante da premere in caso di incendio e per risolvere il problema prende un pezzo di carta e scrive "ci sono due soluzioni reali e distinte".

Ahahahahahah

lunedì 12 novembre 2012

Lotta ingegneri - architetti.

Vi riporto con parole mie una storiella che mi ha raccontato un futuro ingegnere.

Quattro architetti e quattro ingegneri devono prendere il treno. Gli architetti comprano quattro biglietti, mentre gli ingegneri uno soltanto. Quando vedono arrivare il controllore gli architetti mostrano ognuno il loro biglietto, mentre gli ingegneri si rifugiano tutti in bagno e, quando il controllore bussa per avere il biglietto, lo passano da sotto la porta. 
La volta dopo gli architetti, avendo imparato la lezione dagli ingegneri, comprano un biglietto soltanto, mentre gli ingegneri neanche uno. Quando gli architetti vedono arrivare il controllore gli architetti si chiudono tutti in bagno, ma un ingegnere, fingendosi il controllore bussa alla porta e si fa passare il biglietto degli architetti e corre con gli altri nel bagno del vagone successivo.
Questo per far capire che gli architetti imparano dagli ingegneri, li copiano, ma senza in realtà capire e far proprio quello che stanno facendo.

Io mi sono offesa. Non so voi altri futuri architetti...
Ma noi abbiamo più creatività, tiè :-)

domenica 11 novembre 2012

"must have" in a beauty case.

Secondo me il minimo indispensabile che ogni donna che si accinge a truccarsi dovrebbe avere a disposizione è:
- fondotinta. Non serve per farti sembrare più abbronzata, devi sceglierlo dello stesso colore della tua pelle per evitare l'effetto mascherone; il suo scopo è quello di togliere il pallore che caratterizza la pelle della maggior parte delle donne, soprattutto d'inverno. Io preferisco applicarlo con l'apposito pennello, si stende meglio e asciuga prima.
- matita nera o marrone per gli occhi chiari - matita blu o verde per gli occhi scuri (così sarebbe la regola, per risaltare il colore dei tuoi occhi, ma spesso - non so per quale oscura ragione - le donne fanno il contrario)
- mascara nero volumizzante o allungante
- rossetto rosso
- lip gloss

Questo è proprio il minimo. Se poi cominci a essere un poco più esperta hai bisogno di:
- correttore: per mimetizzare le occhiaie causa sbronza della sera prima o causa poche ore di sonno, o per coprire qualche imperfezione come degli inestetici brufoletti
- fard. Serve per sottolineare l'osso delle guance e l'effetto è che si snellisce il viso
- blush, da applicare (poco, vi prego, per evitare l'effetto Heidi) sulla parte alta delle guance
- cipria, che è ben diversa dal fondotinta, in quando serve per fissare quest'ultimo e per evitare l'effetto lucido della pelle
- matita per le labbra, dello stesso colore del rossetto e da applicare prima di esso, prima sul contorno e poi da sfumare verso l'interno con un pennellino
- ombretto. Sono infiniti i modi in cui possiamo applicarlo, i sarebbe bisogno di un post a parte. Il mondo più semplice comunque è applicarlo di una unica tonalità con un pennellino sulla palpebra mobile e sfumandolo verso l'alto.

Buon shopping di make up! :-)

Cameriere stordite.

A volte mi chiedo come in certi bar o locali possano scegliere cameriere tanto stupide. Sembra che vadano  cercarle con la lente d'ingrandimento.
Ieri, per esempio, Stella mi ha raccontato di quando è andata all'Highway con le altre due nostre amiche. Hanno chiesto due baileys e la cameriera gliel'ha fatto ripetere perchè aveva capito un Happy Meal! Inoltre avevano chiesto un'estathe al limone nella lattina. Dopo un attimo la tizia torna indietro: "mi hai detto al limone o alla pesca?" "al limone". E alla fine le porta, sì, un estathè al limone, ma nel brick! Mah.
I miei, invece, ieri sera sono andati a fare il karaoke e mia mamma ha ordinato un Rossini, mentre la sua amica Grazia un Bellini. E la cameriera chiede a Grazia se vuole il Bellini alla fragola o alla pesca. Ma il Bellini per definizione è alla pesca, altrimenti si chiama Rossini, che tra l'altro era quello che aveva preso mia mamma.
Sempre ieri sera io, Stella, Cristina, Chicca e Gabry eravamo al Bierbauch e arriva una cameriera con tre shots sul vassoio e si avvicina al nostro tavolo. Inizialmente ho sperato che fosse venuta ad offrirceli. La guardo perplessa, lei mi guarda perplessa e mi chiede "non sono vostri?" "veramente no..." "Ah, ok allora mi tocca girare ancora un po' per capire di chi sono". No ma scherziamo?!

Viceversa, tanti tanti tanti anni fa (tipo 12) io e la mia famiglia eravamo andati in vacanza sul lago Maggiore, a Stresa, con il cugino di mia mamma e sua moglie, nonchè mia madrina della Cresima, ed eravamo andati in un ristorantino. La cameriera non solo non si annotò nessuno dei nostri ordini (tutti diversi tra loro) e li tenne tutti a mente. Ma quando arrivo con i nostri piatti (tutti giusti) li consegnò esattamente alla persona che li aveva ordinati! Che memoria. Chapeau.

sabato 10 novembre 2012

Understanding the importance of some people.

We should understand the importance of a person when this one is next to us. 
He is important if you feel the necessity to see him, talk with him or at least to call or text him when you are far away one from each other. 
Instead, some people say that you understand how important a person is when you lose him or her. I don't agree, absolutely! We should all fight for what we want, also for staying with the people we love when we are next to them.

venerdì 9 novembre 2012

Piacenza mi chiama.

E' una settimana che il treno che prendo di solito arriva in anticipo di due minuti.
Ieri sono andata in stazione dopo la lezione di Urban Planning con Gianfranco, un mio amico dell'università, che poi è stato da me a dormire, e siamo arrivati a 5 minuti prima, ma il treno già stava arrivando. Siamo saliti e lui sembrava parecchio fiero del fatto che avesse preso il biglietto, dato che l'ultima volta si era preso la multa di 24 euro. Passa il controllore e lui, con uno sguardo quasi di sufficienza, gli porge il biglietto. Il controllore ci chiede: "dove siete diretti?" "a Chiari" "Beh, allora avete sbagliato treno. Questo porta a Piacenza." "Sta scherzando?" "No, sono spiacente e la prima fermata è Pavia". Non ci credo, per la seconda volta ho preso il treno sbagliato!!!
Ma la cosa per cui ho riso mezz'ora è stata che Gianfranco mi ha detto che prima di salire sul treno una ragazza gli ha chiesto "questo treno è quello per Piacenza?" e lui "no, no questo è il treno per Brescia!". Quindi, in poche parole, l'abbiamo preso in culo non solo io e lui, ma anche quella povera cristiana ahahahahahah
Comunque sia, arriviamo a Pavia e torniamo verso Lambrate. Ma nella strada del ritorno ci viene in mente che non abbiamo fatto il biglietto per quel treno. Io no problem perchè ho la carta "Io viaggio ovunque in Lombardia" per cui anzichè andare in università potrei girare a vuoto tutto il giorno, mentre lui ha cominciato a preoccuparsi. Soprattutto quando in lontananza abbiamo visto arrivare il controllore. Allora furbescamente Gian gli è andato incontro per spiegargli la situazione. E per fortuna è stato comprensivo e Gianfranco è tornato verso di me con un pollice alzato in segno di vittoria. Siamo arrivati a casa con un'ora e mezza di ritardo rispetto a quanto avessimo previsto, ma ce l'abbiamo fatta alla fine.

E comunque è destino che io debba arrivare a Piacenza prima o poi.

mercoledì 7 novembre 2012

Scene da film.

Nella mia vita mi sono capitate pochissime di quelle che chiamano "scene da film".
Una è stata quando aspettando il treno ero immersa nei miei pensieri e guardavo il vuoto, quando passa davanti a me il ragazzo ideale (conosciuto qualche giorno prima), boh per me è perfetto, quel giorno indossava pure gli occhiali da sole, capelli al vento, e mi fa "ciao" con la mano. A parte che non me l'aspettavo. Ma è stato un cominciare al meglio la settimana, mi ha reso la giornata migliore.
E comunque tornando alle scene da film, ancora mi chiedo perchè nella vita reale capitino così di rado. Quando mai incroci lo sguardo con una persona sulle scale mobili e lui corre indietro per dirti che sei la donna della sua vita? Oppure io ancora sto aspettando la classica scena a scuola in cui io (teoricamente) dovrei scontrarmi con il ragazzo più carino, libri e fogli ovunque, e mentre li stai raccogliendo lui posa la sua mano sulla tua e i vostri sguardi si incontrano. Forse fantastico un po' troppo, ma piace pensare che la mia vita possa essere un film. Un film che ogni giorno stendiamo. Un po' noi, e un po' il destino.

(Anche se amo la canzone "La vita non è un film" degli Articolo...)

martedì 6 novembre 2012

Ero una bimba prodigio.

Già che siamo in tema infanzia vi racconto pure questa.
Ho iniziato a parlare molto presto, a soli cinque mesi e mezzo, e, come mi sta ricordando mia madre in questo momento "da lì non hai più smesso". Nessuno poteva crederci che già parlassi (finché non mi sentiva con le proprie orecchie), ero un prodigio insomma ahahah.

Un giorno venne un collega di mio papà a casa nostra e io avevo due anni. Mio papà dovette andare a farsi una doccia allora si raccomandò con me di tener compagnia all'amico. L'amico, tra sè e sè, credo che a quel punto pensò "sì, va beh, due anni e deve tenere LEI compagnia A ME?"
Dopo quel quarto d'ora passato insieme, però, a quanto pare cambio decisamente idea. A due anni già facevo discorsi articolati, non da bambina di due anni. Forse perché i miei mi hanno sempre abituato a stare in mezzo alla gente, anche gente adulta, e a sapere interloquire con tutti. 
Beh, di questo non posso che ringraziarli perchè saper stare in mezzo a tutti è un gran vantaggio :-)

lunedì 5 novembre 2012

Faccia tosta.

Fin da piccola sono sempre stata un po' una faccia tosta.
Un episodio che lo conferma risale a ben 12 anni fa. Ero con una mia amica dell'epoca e i nostri papà a una specie di fiera del cavallo che si tiene ogni anno in un paese qui vicino. I cavalli non è che mi piacessero così tanto, infatti mi sto ancora chiedendo il motivo per cui ci eravamo andati... Sta di fatto che all'interno di un tendone abbiamo assistito a uno spettacolino con un clown (o forse era un mago), che durante la sceneggiata aveva promesso a noi bambini che al termine di essa ci avrebbe fatto accarezzare l'animale di cui si serviva per fare dei giochetti di magia (non mi ricordo se era un coniglio o una paperetta; perdonatemi ma dopo tanti anni i ricordi tendono a farsi più offuscati). A spettacolo finito è passato a farlo accarezzare. Sì, a tutti tranne che a me! Non so se fosse perché la mia faccia gli stava antipatica o se proprio non mi avesse visto. Ma io potevo mai andarmene senza aver accarezzato il coniglio-paperetta? 
Allora ho preso coraggio, sono corsa dietro al mago-clown con il coniglio-paperetta in braccio e, siccome ero troppo bassa per fermarlo prendendogli la spalla, mi sono attaccata al suo frac! Ho sentito una signora da dietro dire "ma pensa tu che tipa, che faccia tosta!". Allora lui si è accorto della mia presenza e mi fa fatto coccolare il cucciolo.

Quel giorno ho imparato il significato di "faccia tosta", che prima mi era oscuro, e imparato anche che non è una brutta cosa se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi.

domenica 4 novembre 2012

Incidenti di percorso

Il momento in cui cerchi di fare imparare qualche passo di latino americano a tuo papà e lui nel muoversi con una certa scoordinazione ti rifila una gomitata in pieno naso.
Fantastico.

sabato 3 novembre 2012

C'è il mio amico immaginario.

Non sono, purtroppo, una che sul treno riesce a dormire e invidio tutti quelli che ce la fanno.
E devo dire, però, che grazie a questa cosa sul treno ho conosciuto un sacco di gente, parlo con tutti, con ogni scusa, magari anche con persone che non vedrò mai più nella mia vita!
Ma tra le stranissime persone che ho incontrato i migliori di sempre sono quelli che si avvicinano e ti chiedono "è libero?" indicando il posto vuoto vicino a te.

Prima o poi dovrò rispondere a uno di questi: "no, c'è seduto il mio amico immaginario".

giovedì 1 novembre 2012

Il motivo per cui ho deciso di aprire un blog

Quest'estate non sapevo come far passare le giornate, lo ammetto, e mi annoiavo abbastanza.
Poi un giorno ho sentito la necessità di scrivere. Non scrivere come facevo quando andavo al liceo, cioè scrivere per gli altri, ma scrivere per me stessa.
In realtà, è vero, avrei potuto aggiornare un diario segreto per i cavoli miei, ma in fondo mi piace che a qualcuno interessi quello che scrivo.


E comunque un po' di coraggio ci vuole. Non tutti sono disposti a condividere i fatti propri con il mondo e li capisco. Un giorno una mia amica mi ha chiesto se non avessi vergogna di quello che scrivo, parlare così liberamente di argomenti alternativamente seri, stupidi, sconci (lei aveva appena letto il post su Chatroulette http://theblondmind.blogspot.it/2012/08/chatroulette.html). La risposta è no, francamente. Non mi interessa proprio se qualcuno mi critica. Io sono così, perchè dovrei scrivere qualcosa che non sono?


Poi volevo sottolineare questa cosa. Scrivere temi o saggi quando vai a scuola vuol dire scrivere non quello che ti va, ma quello che ti è imposto, hai una libertà di espressione relativa: puoi scrivere cosa selezionare, ma sempre di un determinato argomento, e, ok, anche come stenderlo. Ma avere un blog significa scrivere in ogni momento quello che ti passa per la testa. Impari che scrivere dev'essere un piacere, non un compito che ti dà la prof al liceo, e che scrivi in un certo modo perchè così piace a te, non alla prof per prendere un 8 sul registro.

lunedì 29 ottobre 2012

Panta rei - il mutamento

Ieri sera un'amica mi ha scritto che avrebbe rivoluto indietro il ragazzo (che le piaceva/piace) di qualche tempo fa. La capisco, perchè anche io lo trovo cambiato, figuriamoci a maggior ragione quanto è cambiato nei suoi confronti ora che si vedono pochissimo. Ma in quel momento mi è venuto in  un esempio che ci ha fatto la mia prof di filosofia un paio d'anni fa. 

Un fiume quando scorre in un determinato punto A ha certe caratteristiche che lo rendono unico. Dopo qualche secondo starà scorrendo in un altro punto, mettiamo il punto B. E' ancora lo stesso fiume? Sì, come possiamo negarlo? E' ancora lo stesso fiume, ma è cambiato, non possiamo più riconoscerlo come lo stesso identico fiume che scorreva nel punto A perchè ha cambiato la sua forma, magari la sua velocità, il modo di attorcigliarsi su se stesso.
Ecco, accade un po' così anche alle persone, siamo uguali per tutta la vita, ma in ogni attimo siamo diversi da quello passato. E purtroppo dobbiamo accettarlo.

sabato 27 ottobre 2012

Amazing Amazon

I nostri docenti universitari ci hanno consigliato dei libri da comprare, anche se non sono obbligatori. Ma io credo un supporto scritto mi sia molto utile. Nello stesso tempo non volevo spendere troppo, però, allora ho pensato di chiedere in copisteria se li avessero da fotocopiarmi (atto, tra l'altro, non particolarmente legale), ma li avevano solo nella versione italiana, mentre a me servono in inglese, considerato che ho lezioni ed esami in inglese. 

Allora ho cercato su Amazon due di questi libri, pur essendo un po' scettica.
Un libro di Architectural Representation Sudio l'ho fatto arrivare dall'America, il costo in sé del libro era di circa 2$ solo che le spese di spedizione mi son costate circa 18$, quindi ho pagato in tutto circa 16€. Tempo di consegna: 2 settimane.
Il libro di History of Architecture invece l'ho fatto arrivare dalla Gran Bretagna e tra spese di spedizione e libro ho pagato sui 30€. Tempo di consegna: 1 settimana.
In poche parole anche considerando le spese di spedizione (non trascurabili) ho pagato circa la metà questi due libri, che mi sono arrivati in poco tempo e in ottime condizioni. Il primo secondo me non è mai stato aperto, non ha una piega né una sottolineatura. Il secondo è assolutamente nuovo.
Piccola considerazione: mi sono fidata a comprare su Amazon solo da venditori con migliaia di feedback positivi per essere (quasi) sicura di non buttare i soldi nella spazzatura.

Quindi, se vi servono dei libri universitari, raccomando vivamente di cercarli su Amazon, perché se siete fortunati come me risparmiate sul serio e li ricevete come nuovi!

mercoledì 24 ottobre 2012

Le cose che più mi dànno fastidio dei ragazzi.

Ci sono alcune cose dei ragazzi che mi dànno veramente fastidio.
- In assoluto ciò che mi dà più fastidio è quando un ragazzo è innamorato di se stesso. Sono d'accordo sul fatto che l'aspetto sia importante, ma se il ragazzo impiega più tempo di te nel prepararsi c'è qualcosa che non va.
- Altra cosa strettamente connessa al fatto di essere innamorato di se stesso è fare una domanda e non ascoltarne la risposta. In pratica vuol dire che non gliene frega niente di te.
- Poi non mi piacciono i ragazzi che aspettano che sia tu a fare la prima mossa. Se aspetti me, poi, puoi anche andare a morire. Non sono il tipo di ragazza che si fa avanti, o almeno finora non mi è davvero mai capitato.
- Ci sono anche i ragazzi che fanno la prima mossa per sentirsi più maschi, ma poi fanno i preziosi, non ti chiamano, quando li chiami sono impegnati o quando vuoi vederli hanno altro da fare.
- Mi dà fastidio poi quando non sanno cosa fare della loro vita e non ti dicono cosa vogliono che tu sia per loro, se vogliono costruire qualcosa con te oppure no. Sarà che io non sono molto per le mezze misure: o mi interessi o non mi interessi. O voglio costruire qualcosa con te oppure no. E odio dover far dipendere la mia risposta da quella di altri, dal comportamento che quel qualcuno assume nei miei confronti.
- Mi dà fastidio se è geloso e mi fa per esempio notare che gli dà fastidio se io ballo con un ragazzo a latino americano, cercando di frenarmi in qualche modo in quello che mi piace. Di contro mi fa strano se un ragazzo non è geloso di me neanche un pochino: proprio non gliene frega?

Sarò un po' troppo all'antica, ma sono per il ragazzo che prende l'iniziativa, per quello che è presente nei momenti felici e in quelli meno felici, sono per le relazioni piene di litigate perchè è solo litigando che ti conosci meglio con la persona del sesso opposto, mi piace il ragazzo che si interessa di quello che faccio, che mi chieda mille cose. Ah, e che ascolti anche le risposte, magari.

lunedì 22 ottobre 2012

Operazione modellino.

Per Architectural Representation Studio dovevamo lavorare a coppie e realizzare un modellino (per domani). Allora io e Magda, la mia partner polacca, eravamo d'accordo che ci saremmo viste alle 9.15 stamattina dato che non avevamo lezione la mattina. Io sono arrivata al luogo prestabilito con 5 minuti di anticipo e per farlo mi sono alzata alle 7, ho preso il treno delle 8 a Rovato e la metro alle 9 da Lambrate. Bene, appena sono arrivata lei mi ha mandato un messaggio con scritto che si scusava ma che sarebbe arrivata 5-10 minuti in ritardo. Da notare, tra parentesi, che lei abita a 3 minuti a piedi dall'università!

Già lì mi sono girate le palle perchè io che vengo da Brescia con le menate dei mezzi di trasporto che spesso sono in ritardo e casini vari (tipo metro stracolma) sono arrivata perfettamente in orario e lei che è lì a uno sputo mi fa aspettare?!
Mi sono girate ancora di più quando i minuti da 5 sono diventati 15, poi 25, poi QUARANTACINQUE. Sì, è arrivata alle 10. Bella correttezza!

Comunque, com'è che si dice? Tutto è bene quel che finisce bene. Una volta che Madga è arrivata ci siamo impegnate, taglierino alla mano (oltre al polistirolo mi sono tagliata anche un dito) e l'abbiamo infine scartavetrato per bene. Il modellino ci è uscito (speriamo sia giusto). Il primo modellino della mia carriera, wow! :-)

domenica 21 ottobre 2012

Balbuziente?


- Come si chiama?
- Giogiogiogiorgio
- Ah, balbuziente?
- No, balbuziente era mio padre e bastardo quello dell'anagrafe.

Ahahahahahahahahahahah

Home - Music.

Domenica scorsa è stato il compleanno di mio papà. I suoi amici gli hanno regalato uno stereo e l'abbiamo messo in sala. 

E' diventata una droga, appena mi alzo lo accendo. Quando faccio i compiti lo accendo. Quando mangiamo lo accendo. Quando deve arrivare qualcuno lo accendo. In pratica è acceso tutto il giorno! E' bellissimo avere un sottofondo musicale che ti accompagna durante la giornata a casa. Poi alterniamo musica di Chopin a musica jazz, fino ad arrivare a musiche latino americane o di Lady Gaga. :-)

A casa nostra la varietà non è mai mancata.